Venezuela
La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez
«Questa è un’aggressione contro il nostro Paese, è un’ingiustizia». Con parole durissime la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez ha condannato l’operazione con cui gli Stati Uniti hanno catturato il presidente Nicolás Maduro. In una dichiarazione televisiva, Rodriguez ha parlato apertamente di «rapimento illegale del presidente Maduro e della first lady», ribadendo che «il popolo venezuelano ama il suo Paese ed è indignato per quanto accaduto».
Nel suo intervento, la vicepresidente ha assicurato che Caracas è pronta a reagire: «Siamo pronti a difendere il nostro Paese e le nostre risorse energetiche. Sappiamo come trovare la strada per la difesa della pace». E ha ammonito: «Esiste un solo presidente di questo Paese ed è Nicolás Maduro».
Rodriguez ha poi rilanciato l’appello durante un consiglio di difesa nazionale, chiedendo «il rilascio immediato del presidente Nicolás Maduro, l’unico presidente del Venezuela, e di sua moglie, Cilia Flores». La riunione è stata convocata anche per sollecitare la Corte Suprema di Giustizia a dichiarare costituzionale il decreto con cui, nel settembre scorso, Maduro aveva attribuito al governo «poteri speciali» in vista di una possibile minaccia statunitense. «Chiediamo al popolo venezuelano di rimanere calmo – ha aggiunto – per affrontare tutto questo insieme, in perfetta unità nazionale».
Sul fronte internazionale, non sono mancate le reazioni critiche. Il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani ha condannato il raid americano definendolo «un atto di guerra» e «una violazione della legge internazionale e federale». New York, ha ricordato Mamdani, è la città dove Maduro e la moglie dovrebbero essere incriminati nelle prossime ore per reati federali legati al narcotraffico.
Più prudente la posizione del premier britannico Keir Starmer, che ha riconosciuto come Londra considerasse Maduro un presidente illegittimo, ma ha sottolineato di aver ribadito «il sostegno al diritto internazionale». Il Regno Unito, ha spiegato Starmer, discuterà ora con Washington «per una transizione sicura e pacifica verso un governo legittimo che rifletta la volontà del popolo venezuelano».
Duro anche il commento proveniente da Budapest. Il ministro ungherese per gli Affari europei Janos Boka ha criticato la posizione dell’Unione europea sul Venezuela, parlando di «profonda crisi della politica estera comune». Secondo Boka, le dichiarazioni dell’Alto rappresentante Kaja Kallas dimostrano «debolezza» e l’incapacità dell’Ue di definire una strategia reale nella nuova fase delle relazioni internazionali.