Lunedì 05 Gennaio 2026

×

L'analisi

Trump si riprende il cortile di Casa e mostra al mondo la forza degli Usa

Quella del presidente americano non è un’operazione segreta, né una manovra negoziabile, ma un’ostentata esibizione di forza e di potere nei confronti di uno Stato sovrano

03 Gennaio 2026, 16:31

19:17

Trump si riprende il cortile di Casa e mostra al mondo la forza degli Usa

Trump, presidente Usa

I bombardamenti nella notte, il raid delle Delta Force, un capo di Stato rapito e deportato negli Usa come un sinistro bottino di guerra. Con il sequestro di Nicolás Maduro Donald Trump compie un salto di qualità che segna un prima e un dopo nelle relazioni internazionali: l’uso aperto, rivendicato, della forza militare per rovesciare un governo e arrestare il suo leader. Non un’operazione segreta, non una manovra negoziabile ma un’ostentata esibizione di forza e di potere nei confronti di uno Stato sovrano.

Certo, Maduro non è Salvador Allende e il Venezuela tutt’altro che una democrazia liberale. Le Nazioni Unite denunciano da anni la sistematica violazione delle libertà politiche, le detenzioni arbitrarie, la deriva autoritaria del regime bolivariano (senza per questo risparmiare stoccate a un’opposizione segnata da consolidate tentazioni golpiste). Ma proprio qui sta il corto circuito: il rapimento del presidente venezuelano conferma paradossalmente la narrazione dell’assedio yankee agitata da anni per giustificare la stretta sui diritti politici.

Trump non ha agito d’impulso, da mesi aveva preparato il terreno. Nei Caraibi è stata schierata una forza imponente: portaerei, navi da guerra, aerei, migliaia di soldati. Ufficialmente per combattere il narcotraffico (di questo sarà incriminato Maduro), in realtà per sferrare il colpo mortale a Caracas e riprendersi il "petrolio rubato" come ha tuonato lui stesso qualche giorno fa. 

L’America Latina torna così a essere dichiaratamente un’area di influenza esclusiva degli Stati Uniti, il “cortile di casa” da controllare e spremere come un limone. Una dottrina Monroe 2.0, rivendicata senza pudori. La mente corre anche e soprattutto agli anni 70 e ai colpi di Stato fomentati dalla Cia con alterne fortune: Guatemala, Cuba, Cile, Brasile, Argentina, Uruguay Nicaragua, Grenada, Panama. Allora nel nome dell'anticomunismo e della Guerra Fredda, oggi in nome di nulla se non di un dominio autoreferenziale e fine a se stesso.

Invocare il diritto internazionale, in questo scenario, suona come  un esercizio decadente e fuori dalla realtà. Certo, la Carta dell’ONU, la sovranità degli Stati, il divieto dell’uso della forza. Tutto vero. Ma anche tutto sistematicamente ignorato, che si tratti dell’Ucraina o del Venezuela, dalla Casa Bianca al Cremlino il messaggio è chiarissimo: la diplomazia è un orpello, la legge vale solo finché non intralcia gli interessi e la volontà di potenza delle nazioni più agguerrite.

E mentre le grandi potenze si spartiscono territori e mercati, la vecchia Europa si mostra terrorizzata dagli starnuti dei satrapi, incapace di prendere posizione, custode di principi che non è più in grado di difendere, invita alla moderazione, alla prudenza, alla de-escalation, .Un vocabolario educato e gentile per un mondo che da tempo ha smesso di esserlo e in cui l'uso brutale della forza ha sostituito tutte le regole.