Il retroscena
La cattura di Maduro
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dato il via libera alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro “diversi giorni fa”. A portare a termine l’operazione è stata la Delta Force dell’esercito americano, mentre l’individuazione della posizione del leader chavista sarebbe stata opera della CIA, autorizzata da mesi a condurre operazioni all’interno del Venezuela. A riferirlo è la CNN, citando fonti ben informate. Resta al momento poco chiaro dove Maduro si trovasse al momento della cattura, avvenuta nelle prime ore di oggi.
La notizia ha avuto un impatto immediato nelle strade della capitale. A Caracas, un gruppo di cittadini si è radunato per festeggiare dopo gli attacchi statunitensi e l’annuncio di Trump. Le immagini diffuse dall’emittente Noticias Telemundo mostrano decine di persone nei pressi di una stazione di servizio non lontano dal centro: bandiere venezuelane sventolate come mantelli, musica ad alto volume, cori, balli e applausi. In una scena, una donna emerge dal tettuccio apribile di un’auto, agitando una grande bandiera sopra il veicolo.
Sul fronte politico-diplomatico, il segretario di Stato Marco Rubio ha rilanciato su X un suo post di luglio in cui affermava che Maduro “non è il presidente del Venezuela” e che il suo regime “non è il governo legittimo”. Dopo l’annuncio della cattura, Rubio ha ribadito che Maduro sarebbe “a capo del Cartel de los Soles”, accusandolo di traffico di droga verso gli Stati Uniti.
A sottolineare la portata dell’evento è stato Nick Paton Walsh, corrispondente capo per la sicurezza internazionale della CNN, che ha definito l’operazione “uno sviluppo assolutamente sorprendente”, paragonabile “solo all’operazione contro Osama bin Laden e alla cattura di Saddam Hussein”. Secondo Paton Walsh, si tratta dell’intervento militare straniero “più stridente” della presidenza Trump, un segnale del livello di libertà con cui il presidente americano ritiene di poter operare sul piano globale, anche contro un leader sostenuto da Russia e Cina.
Le conseguenze regionali non si sono fatte attendere. La Colombia ha annunciato lo schieramento di truppe lungo il confine con il Venezuela. A comunicarlo su X è stato il presidente Gustavo Petro, motivando la decisione con la necessità di garantire la sicurezza dopo gli attacchi americani e l’annuncio della cattura di Maduro.