Lunedì 05 Gennaio 2026

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Il precedente

Maduro arrestato, il precedente Noriega

Trentacinque anni dopo Panama, un altro leader latinoamericano catturato dagli Usa. E torna l’ombra delle operazioni muscolari di Washington

03 Gennaio 2026, 14:33

Maduro arrestato, il precedente Noriega

Noriega

L’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro arriva in una data tutt’altro che casuale: esattamente 35 anni dopo la cattura da parte degli Stati Uniti di un altro leader latinoamericano incriminato, l’ex dittatore di Panama Manuel Noriega. L’annuncio della cattura di Maduro è stato dato nelle prime ore di oggi, 3 gennaio, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, alimentando immediatamente il confronto con uno dei precedenti più controversi della storia recente americana.

Noriega, per anni alleato di Washington e informatore della CIA, guidò Panama per gran parte degli anni Ottanta prima di cadere in disgrazia nei rapporti con gli Stati Uniti. Accusato di favorire il traffico internazionale di droga e il riciclaggio di denaro, divenne un problema politico e di sicurezza per l’amministrazione americana. Alla fine del 1989 l’allora presidente George H. W. Bush ordinò l’invasione militare di Panama, nota come Operation Just Cause, che portò al crollo del regime.

Dopo l’operazione militare, Noriega si rifugiò presso l’ambasciata della Santa Sede a Panama, dove resistette per giorni prima di arrendersi alle autorità statunitensi il 3 gennaio 1990. Trasferito negli Stati Uniti, fu condannato per traffico di droga e scontò circa vent’anni di carcere. Successivamente venne estradato in Francia per una condanna per riciclaggio di denaro e infine rimpatriato a Panama, dove fu incarcerato per omicidio e altri reati. Morì nel 2017 in un ospedale panamense.

Il parallelismo storico è rafforzato anche da un altro anniversario simbolico. L’operazione che ha portato alla cattura di Maduro arriva infatti a sei anni esatti dal blitz ordinato dallo stesso Trump che, nel gennaio 2020, portò all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, capo della Forza Qods dei Guardiani della Rivoluzione islamica, in un attacco con drone a Baghdad. Anche in quel caso, Washington rivendicò un’azione preventiva contro una figura ritenuta centrale in attività terroristiche e destabilizzanti.