Domenica 04 Gennaio 2026

×

Alta tensione

Venezuela sfida Washington: «Provate che Maduro è vivo»

Caracas chiede conferme dopo l’annuncio di Trump. Dubbi e critiche anche nel Congresso Usa

03 Gennaio 2026, 11:48

Venezuela sfida Washington: «Provate che Maduro è vivo»

Maduro

Il Venezuela ha chiesto agli Stati Uniti di fornire «immediatamente» la prova che il presidente Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores siano in vita. A lanciare l’appello è stata la vicepresidente Delcy Rodríguez, in un intervento audio trasmesso dall’emittente statale VTV nella giornata di oggi, 3 gennaio.

La richiesta arriva dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sui social ha rivendicato la cattura di Maduro e della first lady e il loro trasferimento fuori dal Paese nell’ambito di un’operazione militare statunitense “su larga scala”. «Esigiamo una conferma immediata sullo stato in vita del presidente Maduro e della first lady», ha dichiarato Rodríguez, sostenendo inoltre che l’azione militare Usa avrebbe provocato la morte di funzionari governativi, militari e civili in diverse zone del Venezuela.

Da Washington, il vice segretario di Stato Christopher Landau ha parlato apertamente di una “nuova era” per il Venezuela. In un messaggio pubblicato su X, Landau ha scritto: «Una nuova era per il Venezuela! Il tiranno se n’è andato. Ora dovrà finalmente rispondere dei suoi crimini davanti alla giustizia», alimentando ulteriormente l’incertezza sul destino del leader venezuelano.

L’operazione militare annunciata da Trump ha però sollevato forti perplessità anche all’interno degli Stati Uniti, con critiche arrivate da entrambi gli schieramenti politici. Il senatore democratico Brian Schatz ha affermato su X che gli Usa «non hanno interessi nazionali vitali in Venezuela tali da giustificare una guerra», avvertendo del rischio di «un’altra stupida avventura militare». Ancora più duro il collega democratico Ruben Gallego, che ha definito l’operazione «illegale» e «imbarazzante», sostenendo che «non c’è alcuna ragione per cui dovremmo essere in guerra con il Venezuela».

Riserve sono emerse anche tra i repubblicani. Il senatore Mike Lee ha chiesto chiarimenti sulla legittimità costituzionale dell’azione militare, sottolineando l’assenza di una dichiarazione di guerra o di un’autorizzazione formale all’uso della forza da parte del Congresso.