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Minori

Antigone: «Non esplode la criminalità minorile, cresce la risposta penale dopo Caivano»

Presentato l’VIII Rapporto “Io non ti credo più”: +25% di minori e giovani adulti in carico dal 2022, Ipm da 381 a 572. “Panico morale sugli adolescenti”, allarme su stranieri e modello educativo

26 Febbraio 2026, 11:11

Antigone: «Non esplode la criminalità minorile, cresce la risposta penale dopo Caivano»

PRESENTAZIONE DELL'OTTAVO RAPPORTO DI ANTIGONE, SULLA GIUSTIZIA MINORILE.

Non è un titolo “da convegno”: “Io non ti credo più” è il nome scelto da Antigone per l’VIII Rapporto sulla giustizia minorile, presentato ieri dopo un monitoraggio che passa da dati, statistiche e storie raccolte nelle carceri minorili del Paese. E il messaggio che arriva dalla conferenza stampa è netto: dopo il Decreto Caivano, secondo l’associazione, a crescere non sarebbe una presunta “emergenza criminalità minorile”, ma l’area penale e la reazione custodiale.

Marietti: “Niente esplosione, si allarga la risposta penale”

Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell’Osservatorio, mette subito un punto metodologico: «non abbiamo un quadro esatto e univoco del fenomeno». Ma aggiunge che, proprio per questo, “men che meno” ci sarebbe un quadro che supporti l’idea di un’emergenza. La tesi è che non si assiste a un’esplosione della criminalità minorile, ma a un’espansione della risposta penale.

Marietti cita anche i numeri del 2024: le segnalazioni di minorenni sarebbero cresciute di quasi il 17%, ma l’aumento scenderebbe al 12% guardando alle prese in carico dell’autorità giudiziaria e al 2% se si considerano gli ingressi effettivi nel sistema minorile. Nel confronto internazionale, viene richiamato anche Eurostat: Italia a 363,4 minorenni denunciati ogni 100 mila abitanti, quasi la metà della media Ue (647,9). Da qui l’affondo: «una parte consistente delle denunce finisce nel nulla» e «la paura cresce» alimentando un “panico morale” sugli adolescenti, con comportamenti che — secondo Antigone — verrebbero oggi più facilmente segnalati alle forze dell’ordine invece di essere affrontati in ambito educativo.

I numeri al 31 dicembre 2025: “in carico” +25%, Ipm +50% rispetto al 2022

Il rapporto, per come viene raccontato nel testo, fotografa al 31 dicembre 2025 17.027 minori e giovani adulti “in carico” al sistema, con una crescita del 25% rispetto al 2022.

Sul capitolo carceri minorili, le presenze negli Ipm passerebbero da 381 a fine 2022 a 572 a fine 2025, che Antigone definisce un aumento del 50%. Qui interviene Sofia Antonelli, ricercatrice e curatrice del rapporto: per l’associazione è “evidente” che sia cresciuta la risposta penale e che Caivano abbia inciso ampliando le possibilità di intervento custodiale e irrigidendo le misure cautelari, trasformando strumenti temporanei in percorsi che possono portare al carcere.

Minori stranieri: “sovra-rappresentazione” e nodo accoglienza

Altro focus: i giovani stranieri. Rachele Stroppa, terza curatrice, parla di sovra-rappresentazione nei servizi residenziali e negli Ipm come segno di una selezione che colpisce chi ha meno risorse sociali e familiari. Nel ragionamento di Antigone, non sarebbe solo una questione di reato ma di marginalità: più si “attacca” il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, più — sostiene — si affollano le carceri. Nel testo viene anche aggiunto che, in percentuale, commetterebbero delitti meno gravi rispetto agli italiani.

Il richiamo finale: “fare un passo indietro” e tornare al modello educativo

Antigone collega l’ultimo biennio anche a episodi che hanno segnato il dibattito pubblico: le presunte torture al Beccaria (procedimento in corso), il suicidio di un giovanissimo a Treviso, proteste lette solo in chiave criminale e disciplinare.

La chiusura è affidata a Patrizio Gonnella: serve “un passo indietro” e un ritorno a quel modello educativo che — viene detto — aveva suscitato interesse anche in Europa, mettendo i ragazzi al centro di un percorso di recupero e futuro possibile “da costruire con loro”.