Venerdì 20 Febbraio 2026

×

Avvocatura

Greco (Cnf) avverte: «Referendum giustizia rischia di avvelenare i tribunali»

Nell’intervista al “Riformista” il presidente del Consiglio Nazionale Forense attacca Anm e comitati del No “dentro” i palazzi, chiede coerenza e toni più bassi

20 Febbraio 2026, 10:22

Greco (Cnf): «Noi avvocati pronti a un nuovo patto con la magistratura»

La campagna referendaria sulla giustizia può uscire dalle piazze e finire per entrare, in modo tossico, nei corridoi dei palazzi di giustizia. È questo il timore messo nero su bianco dal presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, che in un’intervista al “Riformista” lancia un avvertimento netto: la campagna «rischia di avvelenare il clima nei tribunali».

«Nelle aule si parla di diritti, non di referendum»

Greco punta il dito contro il ruolo di Procure e magistrati nel dibattito pubblico e richiama una linea di demarcazione: «Nelle aule di giustizia si parla di diritti, non di campagne referendarie». In questo quadro, la presenza del Capo dello Stato al Consiglio Superiore della Magistratura viene letta come «uno stimolo ad abbassare i toni», proprio perché la tensione, secondo il Cnf, sta salendo oltre il livello di guardia.

I comitati del No “nei tribunali”: «Contraddizione evidente»

Nel ragionamento del presidente del Cnf c’è un passaggio che tocca un nervo scoperto: Greco definisce «una contraddizione evidente» la costituzione di comitati per il No all’interno dei tribunali, ricordando che all’Avvocatura sarebbe stato negato spazio per iniziative analoghe. «I tribunali non possono essere occupati dalla politica», afferma, chiedendo «coerenza» e proponendo una soluzione pratica: spostare fuori dai palazzi di giustizia qualsiasi confronto referendario.

L’attacco all’Anm: «Si muove come un partito politico»

Le critiche più dure sono rivolte all’Associazione Nazionale Magistrati. Greco la accusa di muoversi «come un partito politico» e di aver alimentato «una campagna d’odio e disinformazione». Sullo sfondo, c’è anche una lettura più ampia del sistema di autogoverno: sul Csm, osserva che l’organo è già in parte espressione parlamentare e che le correnti togati «si comportano come partiti».

Gratteri e la “generalizzazione”: «Inaccettabile»

Nel mirino finiscono anche le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri, che Greco definisce «una generalizzazione inaccettabile». Il tema, qui, è l’effetto che certe frasi possono produrre sul clima complessivo: se la contrapposizione diventa identitaria, il rischio è che l’onda lunga arrivi fino alle aule e alle relazioni quotidiane tra chi amministra giustizia e chi la vive.

Sorteggio Csm e numeri: «Bacino ristretto? Falso»

Greco respinge inoltre le critiche sul sorteggio per il Csm: «Parlare di bacino ristretto è falso». E porta un dato: gli avvocati con oltre 15 anni di iscrizione sarebbero 145 mila, un numero che, nella sua lettura, renderebbe non sostenibile l’argomento del “campione troppo piccolo”.

C’è infine un capitolo che Greco apre sul terreno dell’opportunità: i finanziamenti ai comitati dell’Anm. Il presidente del Cnf solleva interrogativi, evocando profili di trasparenza e correttezza, nel momento in cui la campagna entra nei luoghi simbolo della giurisdizione.