Sabato 14 Febbraio 2026

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Tutte le perle di Nicola Gratteri

Forse dovremmo spiegare al procuratore che fare il Capo del più grande Ufficio europeo non autorizza al dileggio e all’insulto

13 Febbraio 2026, 18:16

Tutte le perle di Nicola Gratteri

Pubblichiamo di seguito un articolo di Michele Passione pubblicato su Ristretti Orizzonti il 13 febbraio 2026.

È l’infanzia che ti segna. Così il procuratore Gratteri conclude una surreale intervista concessa per 23 minuti e 31 secondi ad una compiacente giornalista, mentre fuori dalla sua stanza cinque ufficiali di PG attendono pazienti di parlare con lui (visto che l’art. 109 Cost. prevede che il Pm dispone direttamente dalla PG, lui lo interpreta a modo suo; prima il cabaret, almeno quello, giacché a teatro lui non ci va, perché vive in caserma mangiando uno yogurt, come non manca di informarci).

Prima di tirare le fila del ragionamento, vediamo di mettere in fila le perle. L’inizio è straordinario; in sintesi, la riforma è di classe, perché il PM forte esige un avvocato forte, “potente e ricco, che solo per parlare vuole 50mila euro”. Anche per evitare questo, bisogna andare a votare, perché “votare è un obbligo”.

Fiero di non appartenere a nessuna associazione e di essere qui, “tra la gente”, ed anche di aver ricordato ad ANM che “voi non avete mosso un dito su di me”, ci tiene a sottolineare che anche in Calabria “abbiamo dato tanta fiducia alla gente, molti hanno sperato che la Calabria può cambiare”. 

Violentata la sintassi, lo Sturm und Drang prosegue, perché anche a Napoli non si scherza, visto che “quasi tutti i reati riusciamo a scoprirli”, anche “grazie a una grande rete di telecamere che abbiamo messo”. Del resto, a riprova della sua astuzia e capacità investigativa, il nostro eroe ci rassicura: “ragiono a ogni problema che ho davanti”. “Gli impulsi espressivi, senza inserirsi come atti in quell’istituto - strumento che è la lingua, rimangono incomprensibili e sterili”, scriveva Devoto ne “I fondamenti della storia linguistica”.

Come Pepe Carvalho bruciava i libri nel camino, poiché non lo avevano aiutato a capire la vita, diceva, così il nostro eroe sorvola invece sulla consecutio temporum e va diritto al punto, che mica abbiamo tempo da perdere qui: “voteranno per il NO le persone perbene. Voteranno per il SI gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.

E siccome finoammòabbiamopazziato (così forse ci capiamo), e dovremmo spiegare a questo signore che fare il Capo della più grande Procura europea non autorizza al dileggio e all’insulto, e forse al reato, preferiamo chiuderla qui, consegnando alla miseria umana (che quella economica è roba seria) la voce dal sen fuggita.