Mercoledì 04 Febbraio 2026

×

Giustizia locale

Giudici di pace, l’Organismo congressuale forense denuncia ritardi fino al 2032: «Gli uffici sono in crisi»

Allarme Ocf sui disservizi negli uffici del giudice di pace: carenze di personale e udienze rinviate per anni

30 Gennaio 2026, 11:51

Giudici di pace, l’Organismo congressuale forense denuncia ritardi fino al 2032: «Gli uffici sono in crisi»

Sede del Giudice di Pace

Nuovo allarme sulla situazione dei giudici di pace in Italia, con uffici descritti come in affanno e tempi di risposta ormai fuori soglia. A rilanciare la denuncia è l’Organismo Congressuale Forense, che parla di disservizi diffusi e di una macchina amministrativa indebolita dalla carenza di risorse tecniche, amministrative e giudicanti.

Secondo l’Ocf, i ritardi nella fissazione delle udienze hanno raggiunto livelli definiti «inaccettabili», con calendari che in alcuni casi arrivano fino al 2032. Una dilatazione dei tempi che, viene sottolineato, finisce per compromettere il concreto esercizio del diritto alla giustizia sia per i cittadini sia per le imprese che si rivolgono agli uffici del giudice di prossimità.

Nel mirino dell’organismo forense c’è anche l’impatto della riforma collegata all’ex ministra Marta Cartabia. Gli avvocati osservano che «la riforma Cartabia, con l'introduzione del ricorso, ha ulteriormente aggravato la situazione, aumentando il carico di lavoro degli uffici», già messi sotto pressione da organici ridotti e scoperture croniche nelle cancellerie.

Il quadro descritto è quello di strutture sotto-dimensionate, con personale amministrativo insufficiente e carichi di ruolo in crescita costante. Una combinazione che rallenta la gestione dei procedimenti e rende più difficile garantire tempi ragionevoli di definizione delle controversie minori, che rappresentano però una quota rilevante del contenzioso civile.

Per questo l’Organismo congressuale forense sollecita un «intervento urgente del ministero della Giustizia» — Ministero della Giustizia — finalizzato a rafforzare organici e strutture, regolarizzare il personale amministrativo e avviare rapidamente nuove selezioni di giudici di pace. L’obiettivo indicato è riportare il sistema a livelli minimi di efficienza operativa.

Nella stessa presa di posizione, l’Ocf ribadisce inoltre «la necessità di abrogare la norma che prevede l’aumento delle competenze previsto dal dlgs 116/2017», ritenuta oggi insostenibile e in contrasto con il principio del giudice professionale selezionato tramite concorso.