Non si placa l'ondata di indignazione per la vicenda del giovane ambulante senegalese fermato con violenza lo scorso 5 aprile vicino a Ponte Vecchio da due agenti della Municipale. Si terrà infatti sabato prossimo una manifestazione nel capoluogo toscano organizzata dalla comunità senegalese e a cui hanno già aderito Potere al Popolo, Firenze Città Aperta, Partito della Rifondazione Comunista e Sinistra Progetto Comune. Sulla protesta annunciata è intervenuto il sindaco Dario Nardella: «Mi auguro - ha detto - che non si chiedano processi sommari». https://youtu.be/uOEeuD8x5TI Il primo cittadino ha incontrato i sindacati della polizia municipale. «La verifica interna - ha detto lo stesso Nardella alla fine - nasce proprio perché siamo noi i primi a voler fare luce su tutto. Riteniamo che non basti un video per quanto cruento e negativo per maturare un giudizio», «vogliamo che sia ricostruito tutto l'episodio, non abbiamo alcun timore di applicare sanzioni disciplinari nel caso in cui fossero ravvisate responsabilità». Nardella ha di nuovo respinto ogni accusa di razzismo: «Riteniamo offensiva - ha detto - per la città e la nostra municipale l'accusa secondo cui gli agenti avrebbero reagito per motivi razziali». Ora però potrebbe essere aperta un'inchiesta della procura, atto dovuto da parte dei pm dato che i due giovani che avevano registrato il filmato col telefonino hanno fatto un esposto alla magistratura. Il documento, depositato lunedì dal loro legale, avvocato Cosimo Magazzini, non sarebbe ancora stato assegnato a un magistrato ma appena avverrà è previsto da parte degli inquirenti l'apertura di un fascicolo, almeno all'inizio senza indagati, per fare luce sulla condotta degli agenti. Non sarebbe l'unico accertamento. A giorni potrebbe arrivare un secondo esposto da parte dello stesso ambulante, che peraltro è stato a sua volta denunciato dalla polizia municipale per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale dato che si voleva sottrarre al controllo e ha ferito, pur con lievi prognosi, due agenti. Infine non è nemmeno escluso che anche gli autori del video vengano denunciati per aver intralciato le forze dell'ordine. «Sono ancora in attesa di conoscere la loro posizione», ha spiegato l'avvocato Magazzini. Sabato scorso, quando tra i primi, vi abbiamo mostrato dal nostro sito il video che riprendeva parte del fermo, la vicenda sembrava dover cadere nell'oblio. Invece, più passano i giorni, e più si accendono i riflettori su quanto accaduto, in Italia e all'estero. Come ormai noto, essendo la vicenda assurta all'attenzione della cronaca nazionale, nelle riprese, girate da una coppia fiorentina, che passava lì per caso, si vede un agente che tiene il braccio stretto attorno al collo del cittadino senegalese per tutta la durata del girato, circa tre minuti, mentre un altro agente, in alcune fasi dell’azione, monta sopra l’uomo che cerca di divincolarsi e urla perché si sente soffocare. L'accaduto ha riportato alla memoria casi simili avvenuti sia qui che negli Stati Uniti, durante i quali i soggetti più deboli hanno purtroppo perso anche la vita. Basti pensare al caso di Riccardo Magherini o a quello di George Perry Floyd. Il ragazzo, Pape Demba Wagne, 25 anni, protagonista del fermo della municipale, ha raccontato all'edizione di Pontedera della Nazione maggiori dettagli di quella terribile esperienza. «Ho avuto paura», ha detto. Il giovane vive in Italia da 5 anni, in Senegal ha lasciato sua moglie. «Sono entrato con un visto che è poi scaduto». Quindi, essendo adesso irregolare, «ero impaurito quando mi hanno controllato». E poi «stavo vendendo braccialetti, collane e fazzoletti, come sempre, quando mi sono sentito strattonare da dietro. Ero terrorizzato». Medicato al pronto soccorso, ha avuto 4 giorni di prognosi e sente ancora dolore ai fianchi e alla spalla. Ibrahima Dieng, vicepresidente della Comunità senegalese di Pisa e provincia, ha definito ieri quel gesto «disumano nei confronti di un ragazzo che vendeva solo accendini, fazzoletti. Non meritava di essere trattato così». Gli agenti della municipale, come vi abbiamo raccontato nei giorni precedenti, hanno ribadito la correttezza del loro operato e spiegato di aver reagito a seguito di una reazione aggressiva del ragazzo. Ma c'è bisogno di più chiarezza.