Sabato 10 Gennaio 2026

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Il commento

Quanti crediti formativi darà la mozione FdI sul “buon giornalismo”?

Il presidente della commissione Cultura della Camera attacca Ranucci e annuncia una mozione. Ironie e polemiche tra le opposizioni

12 Novembre 2025, 09:29

15 Dicembre 2025, 02:34

Quanti crediti formativi darà la mozione FdI sul “buon giornalismo”?

Il presidente della commissione Cultura della Camera, il meloniano Federico Mollicone, intervenendo in aula due giorni fa sulla vicenda che vede contrapposte maggioranza e opposizione rispetto all'operato del Garante per la Privacy Agostino Ghiglia, ha attaccato frontalmente la trasmissione Report e il suo responsabile Sigfrido Ranucci. La storia è nota: i giornalisti Rai hanno dimostrato il rapporto stretto tra Ghiglia (che aveva comminato una multa salata a Report) e FdI, innescando una feroce polemica politica.

Per Mollicone, Rannucci e i suoi vogliono «impedire all’esecutivo di centrodestra di governare e di nominare secondo la legge persone che riteniamo meritevoli», il loro è «giornalismo di inchiesta ma militante e a tesi».

Come ciliegina sulla torta, il deputato ha aggiunto che «i giornalisti di Report sono analfabeti istituzionali» che «la buttano in caciara» e non rispettano il codice deontologico. Ed è proprio in base a quest'ultima considerazione che arriva il coup de théâtre di Mollicone, coincidente con un inedito assoluto: una «mozione a tutela del buon giornalismo, della qualità dell’informazione, della vera imparzialità e del vero pluralismo». È lecito chiedersi, al netto del parere del deputato e della sua parte politica sull'operato di Report o di altre trasmissioni giornalistiche (sempre sindacabili, peraltro) in cosa possa consistere un atto parlamentare che impegni l'esecutivo a promuovere il “buon giornalismo”. Una mozione, normalmente, consta di una premessa e di un dispositivo in cui si avanza in modo esplicito una richiesta di azioni concrete al governo.

Nell'illustrare la sua iniziativa, Mollicone ha – tra le altre cose – consigliato ai giornalisti (citando fuori contesto Indro Montanelli) di «non perseguire lo scoop a tutti i costi». Per sapere a quali altre regole auree sulla professione attenersi bisognerà aspettare qualche giorno: quanto deve essere lungo l'articolo o il servizio perfetto?

Titolo sobrio o incisivo? Interviste discorsive o a domanda e risposta? Ma visto il diluvio di Pec che stanno arrivando proprio in questi giorni dall'Ordine ai colleghi inadempienti agli obblighi formativi, la madre di tutte le domande non può che essere: quanti crediti formativi fornirà la mozione, a chi avrà lo zelo di leggerla e metterla in pratica?