Lunedì 30 Marzo 2026

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Politica e giustizia

Santanchè: «Essere rinviati a giudizio non vuol dire essere colpevoli»

La ministra del Turismo si dice tranquilla riguardo la vicenda giudiziaria che la vede coinvolta. «Ho portato a casa due desistenze, vuol dire che la procura ha desistito sulla richiesta di fallimento»

24 Gennaio 2024, 10:28

14 Dicembre 2025, 13:00

Santanchè: «Essere rinviati a giudizio non vuol dire essere colpevoli»

«Sono tranquillissima anche perché io ho sempre detto che non partecipo a questo processo, o gogna mediatica a seconda dei punti di vista, mi difendo in tribunale». Lo ha detto la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, a Radio24, rispondendo ad una domanda sulla vicenda giudiziaria che l'ha coinvolta. «Ho portato a casa due desistenze, vuol dire che la procura ha desistito sulla richiesta di fallimento. Spero che con la chiusura delle indagini al più presto si possa mettere fine ed emerga quella che è la verità», ha aggiunto.

Quanto alle ipotesi di dimissioni, Santanchè ha risposto: «Questo lo decide il presidente del Consiglio, io mi auguro che non succeda ma essere rinviati a giudizio non vuol dire essere colpevoli, siamo e dovremmo essere tutti garantisti e il rinvio a giudizio non è colpevolezza; ma poi perché dovrei essere rinviata a giudizio? Lasciamolo decidere ai giudici».