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Salvini alza il pressing sull’Ue e riapre il fronte sul Patto di stabilità

Da Milano il leader della Lega chiede più margini per aiutare famiglie e imprese, mentre Tajani prova a rassicurare su gas e riserve energetiche

13 Aprile 2026, 08:20

Salvini alza il pressing sull’Ue e riapre il fronte sul Patto di stabilità

MATTEO SALVINI SEGRETARIO LEGA

Matteo Salvini torna ad alzare i toni contro Bruxelles e usa la crisi energetica per rilanciare lo scontro sul Patto di stabilità. In visita ai gazebo della Lega a Milano, il vicepremier ha sostenuto che le regole europee impediscono all’Italia di aiutare davvero famiglie e imprese in difficoltà e ha avvertito che, se l’Unione europea non cambierà linea, il governo potrebbe procedere autonomamente.

La frase più netta è quella già finita al centro del dibattito politico: «O lo cambiano ’sto Patto di stabilità oppure, se continueranno a non sentirci, faremo da soli». Salvini ha anche attaccato quella che considera una contraddizione europea, sostenendo che Bruxelles consente spese miliardarie per le armi ma non permette all’Italia di usare risorse analoghe per sostenere chi è colpito dalla crisi.

Il riferimento all’allarme lanciato da Giorgetti

L’uscita del leader leghista si inserisce nel solco delle parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che nelle ultime ore ha evocato apertamente il rischio di recessione se la pressione su energia e combustibili dovesse continuare. Giorgetti ha infatti spiegato che, se la situazione resterà quella attuale sul fronte dell’energia e degli oli combustibili, teme l’arrivo di una fase recessiva.

Sul punto, però, la Commissione europea ha già fatto sapere che una sospensione generale del Patto può essere attivata solo in caso di grave recessione economica nell’Eurozona o nell’Unione nel suo complesso, e che al momento quello scenario non viene considerato attuale.

Tajani prova a rassicurare sul gas

Accanto alla linea più aggressiva di Salvini, arriva la posizione più prudente di Antonio Tajani. Da Verona, a margine del Vinitaly, il vicepremier e ministro degli Esteri ha ricordato che Giorgetti ha parlato di una possibile recessione solo nel caso di prosecuzione della guerra, ma ha cercato di rassicurare almeno sul fronte delle forniture: «Per quanto riguarda il gas, io sono molto tranquillo. Ci sono riserve fino alla fine del prossimo inverno, quindi non ci sono problemi».

Tajani ha comunque ammesso la preoccupazione per il prezzo dei carburanti e per altri effetti della crisi, in particolare sui fertilizzanti e sul comparto aereo, che resta esposto alle conseguenze dell’instabilità nello Stretto di Hormuz.

Carburanti e speculazione, il nuovo fronte politico

Salvini ha riportato al centro anche la questione dei carburanti, tema che resta tra i più sensibili per famiglie e imprese. Il leader del Carroccio insiste sulla necessità di fermare la speculazione e di controllare l’andamento dei prezzi. Il quadro resta in evoluzione: secondo ANSA, i prezzi di benzina e gasolio sono scesi per il terzo giorno consecutivo, ma il fallimento dei negoziati tra Usa e Iran continua ad alimentare i timori di una crisi più lunga.

Nel frattempo cresce anche il pressing di pezzi del mondo produttivo. L’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, intervenendo a un evento della Lega, ha chiesto di sospendere il futuro bando al gas russo e di rivedere il sistema ETS europeo, segnalando la necessità di una risposta più flessibile sul terreno energetico.

Sullo sfondo la crisi internazionale e il dossier Ucraina

La giornata politica si muove intanto dentro un quadro internazionale molto pesante. Mercoledì 15 aprile Giorgia Meloni riceverà a Palazzo Chigi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alle 15.30, secondo quanto risulta sia dall’agenda del governo sia dalle agenzie.