Tensione in aula
ANGELO BONELLI ALLEANZA VERDI E SINISTRA
Angelo Bonelli alza il livello dello scontro politico dopo la sospensione decisa dall’Ufficio di Presidenza della Camera e lega direttamente quella decisione al caso Bartolozzi, accusando la maggioranza di applicare «due pesi e due misure». Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde rivendica il proprio comportamento, sostenendo di aver difeso «la casa della democrazia» dalla presenza di fascisti e neonazisti, e attacca duramente la destra per aver scelto, nello stesso giorno, di garantire tutela politica a Giusy Bartolozzi attraverso il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale.
Nelle sue parole, la vicenda disciplinare che lo riguarda non è un fatto isolato ma il simbolo di un metodo politico più ampio. Da una parte, sostiene, verrebbe colpito chi richiama i valori dell’antifascismo. Dall’altra, verrebbero protetti esponenti o figure considerate vicine alla maggioranza o comunque funzionali alla sua linea politica.
Il deputato di Avs sintetizza così la propria posizione: «Sono stato sospeso per aver difeso la casa della democrazia, ovvero il Parlamento, dai fascisti e neonazisti». È una frase che fissa subito il tono del suo intervento e che trasforma la sanzione ricevuta in una battaglia politica e simbolica.
Bonelli non arretra, anzi rivendica apertamente la scelta compiuta in Aula. Nella sua lettura, la Camera non è soltanto il luogo della rappresentanza istituzionale, ma uno spazio che porta dentro di sé il lascito storico e costituzionale dell’antifascismo. Per questo afferma che il Parlamento «va difeso senza ambiguità», richiamando direttamente l’origine repubblicana delle istituzioni.
Il punto politico più forte del suo intervento riguarda però il collegamento con la decisione assunta dalla maggioranza sul caso Giusy Bartolozzi. «Nello stesso giorno in cui l’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati mi sospende per cinque giorni dalle funzioni parlamentari, la maggioranza di destra garantisce l’immunità a Bartolozzi, sollevando il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale».
Per Bonelli, questo accostamento racconta meglio di ogni altro la logica con cui la destra starebbe gestendo i passaggi istituzionali più delicati. La sospensione inflitta a lui e la tutela accordata a Bartolozzi vengono descritte come due facce della stessa impostazione: severità contro chi si oppone, protezione verso chi rientra nell’orbita della maggioranza.
Nel suo affondo, Bonelli richiama anche il nome di Luca Marsella e accusa la destra di aver tutelato chi ha definito «l’antifascismo mafia». Da qui l’accusa più netta: «Una vergogna!».
Il deputato di Europa Verde torna poi a insistere sul tema della presenza di organizzazioni di estrema destra nelle istituzioni. «CasaPound è un’organizzazione condannata per apologia di fascismo, manifestazioni fasciste e lesioni aggravate: è inaccettabile che possa trovare spazio dentro le istituzioni repubblicane». In questo passaggio Bonelli lega il suo gesto a un principio politico preciso: la difesa dell’identità antifascista della Repubblica.
Bonelli rivendica il significato simbolico del luogo in cui è maturato lo scontro. «Il Parlamento è la casa della democrazia, nata dal sacrificio di chi ha combattuto il fascismo, e va difesa senza ambiguità». La sua sospensione, quindi, viene presentata non come la conseguenza di un comportamento eccedente, ma come il prezzo politico di una scelta coerente con i valori fondanti della Repubblica.
È su questo terreno che il deputato prova a ribaltare la vicenda: non un richiamo disciplinare contro chi ha oltrepassato il limite, ma una punizione contro chi ha difeso in modo esplicito il carattere antifascista delle istituzioni.
La conclusione del suo intervento è un’accusa diretta al modo di agire della destra. «Questo è il modo di agire della destra: due pesi e due misure, indulgenza verso i propri e durezza contro chi difende i valori antifascisti su cui si fonda la Repubblica».