Conte e Schlein
«Sul conflitto russo ucraino, abbiamo sensibilità diverse, ma ci sono dei passaggi che si devono modificare, ma io sono stato promotore» l'ultima volta che Meloni è venuta in Parlamento «di una risoluzione comune riconoscendo su questo punto l'aggressione russa va assolutamente sanzionata. Di fronte a un'allettante e conveniente prezzo del gas russo, noi non lo dobbiamo acquistare fino a quando non ci sarà un trattato di pace». Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo alla convention di +Europa ''Tutta l'Europa che manca'', in corso a Roma. «Non possiamo demandare ad altri, impegniamoci noi con tutta l'Europa, per sederci a quel tavolo - aggiunge -. Non possiamo permettere che arrivi un trattato di pace senza l'Europa, rappresenterebbe il declino nostro politico». «Lavoriamo per questa svolta negoziale, cerchiamo di difendere con le unghie e i denti la popolazione Ucraina, ma mettiamo fine a questo conflitto perché non c'è possibilità di coltivare un'escalation militare all'infinito», conclude Conte.
Parole certo più concilianti, per quanto possibile, rispetto a quelle dei colonnelli pentastellati Stefano Patuanelli, che aveva ipotizzato lo stop alle armi a Kyiv in caso di governo M5S, e Mariolina Castellone, che al Dubbio aveva detto stop all'economia di guerra basata sulle armi. «Mi pare positivo che oggi il leader dei cinque stelle abbia fatto retromarcia e sconfessato i suoi esponenti che minacciavano la fine del sostegno alla Ucraina e l'apertura al gas russo. La sua risoluzione era irricevibile. Ma almeno oggi ha fatto un passo indietro. Vedremo», scrive sui social il senatore riformista dem Filippo Sensi.
Sul tema si è fatta sentire anche la leader Pd Elly Schlein, intervenendo alla stessa convention. «A dicembre si è arrivati ad un Consiglio in cui hanno deciso di far partire una cooperazione rafforzata e sostenere il nuovo debito comune - ha spiegato - In quel caso per il sostegno all'Ucraina, che continuiamo giustamente a dare ad un popolo invaso. Quello che diciamo che la stessa strada di investimenti comuni basati su una mutualizzazione della responsabilità non deve limitarsi al giusto supporto all'Ucraina, ma deve allargarsi anche alle priorità di competitività, alla difesa comune e più in generale a un grande piano sociale europeo».
Padrone di casa il segretario di Più Europa Riccardo Magi, che ha cercato di tenere unite le posizioni. «Abbiamo chiamato qui tutte le forze di opposizione sapendo che ci sono delle differenze, ma serve un confronto franco, anche duro per andare avanti . ha detto - La questione del sostegno all'Ucraina non e' solo questione di sostegno anche militare al popolo invaso, ma noi siamo il paese piu' attaccato da interventi ibridi, lo siamo quotidianamente, la Russia investe miliardi in attività di questo tipo. In questo senso, come dice Mattarella, la resistenza Ucraina è pienamente resistenza europea».