Verso il referendum
IGNAZIO LA RUSSA POLITICO
Il sorteggio Csm come strumento per interrompere il peso delle correnti nella magistratura. È questa la linea ribadita dal presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto a Porta a Porta nel confronto sulle ragioni del Sì e del No al referendum sulla riforma della separazione delle carriere dei magistrati, insieme al vicepresidente del M5S Stefano Patuanelli.
Per La Russa, il punto è netto: «Con il sistema del sorteggio al Csm si rompe nettamente il sistema delle correnti». Una posizione che il presidente del Senato collega alla crisi di credibilità che ha investito il Consiglio superiore della magistratura negli ultimi anni.
Nel suo intervento, La Russa ha sostenuto che il ricorso al sorteggio sia ormai indispensabile per correggere un meccanismo diventato patologico. «Il sistema del sorteggio, che nel nostro ordinamento già esiste, è assolutamente necessario in un sistema ormai malato come dimostra tutto quello che è avvenuto nel Csm, da Palamara in poi. Lo sappiamo. È assolutamente necessario», ha affermato.
Il riferimento è alla lunga scia di polemiche e tensioni aperte dal caso Palamara, che secondo il centrodestra ha mostrato in modo evidente il peso delle correnti nella gestione dell’autogoverno della magistratura.
La Russa ha poi affrontato anche la questione del sorteggio temperato per i membri laici del Csm, previsto dalla riforma. Il presidente del Senato ha respinto l’idea che il nuovo meccanismo aumenti il controllo della maggioranza politica, sostenendo che la lista di partenza continuerebbe comunque a nascere da una maggioranza qualificata e dal concorso di tutte le forze parlamentari.
«Non è che i membri del Csm eletti dal Parlamento sono eletti dalla maggioranza o dalla minoranza, sono una lista a cui concorrono tutti i partiti. Esattamente come adesso, c'è bisogno di una maggioranza qualificata, nella stessa maniera sarà fatta la lista da cui sorteggiare», ha spiegato.
Per sostenere la bontà del meccanismo, La Russa ha richiamato diversi esempi già presenti nell’ordinamento italiano. Ha ricordato che vengono sorteggiati i componenti chiamati a decidere sul presidente della Repubblica in caso di messa in stato d’accusa e che anche nelle Corti d’Assise i giudici popolari sono selezionati con questo sistema.
«Oggi già vengono sorteggiati coloro che decidono sul presidente della Repubblica quando è messo in stato di accusa, i reati più gravi come l’omicidio sono decisi dalla corte d’Assise e in corte d’Assise ci sono due togati e tutti gli altri sono sorteggiati tra cittadini che hanno determinate caratteristiche», ha ricordato.
Un altro punto su cui il presidente del Senato ha insistito riguarda la qualità dei magistrati eventualmente sorteggiati. Secondo La Russa, non si tratterebbe di persone scelte a caso senza requisiti, ma di magistrati che hanno già superato più volte verifiche di adeguatezza professionale.
«Non è che i magistrati saranno sorteggiati tra persone sconosciute, ma fra coloro che hanno superato diverse volte il criterio di adeguatezza al loro mestiere. E che quindi sono sicuramente almeno tanto brave quanto quelle scelte adesso dalle correnti», ha detto.
Nel suo ragionamento, il vantaggio vero del sistema sarebbe un altro: liberare i futuri componenti del Csm da appartenenze e condizionamenti interni.
La Russa conclude la sua difesa della riforma sostenendo che il nuovo assetto permetterebbe ai componenti del Csm di decidere con maggiore autonomia, senza legami da ricambiare e senza il peso dei gruppi organizzati.
«Solo che non saranno più delle correnti e non dovranno avere un retro pensiero quando giudicano un magistrato che, mettiamo, è accusato di avere sbagliato gravemente qualcosa. Saranno completamente liberi di giudicare», ha sottolineato.