Rush finale
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
La campagna sul referendum della giustizia entra nella sua fase conclusiva e Giorgia Meloni sceglie di giocare una delle ultime carte direttamente sui social. La presidente del Consiglio affida infatti a un vero e proprio video-tutorial uno degli appelli finali al voto, con un messaggio semplice, diretto e costruito per accompagnare passo dopo passo gli elettori fino all’urna.
«Cari italiani, il 22 e il 23 marzo siamo tutti chiamati a votare», dice la premier in apertura del filmato. Poi scandisce le coordinate pratiche: domenica dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15. Ricorda che al seggio bisogna presentarsi «ovviamente con un documento d’identità e con la tessera elettorale» e arriva fino al gesto simbolico del voto, mostrando materialmente dove mettere la croce.
Nel filmato, Meloni indica la scheda e spiega agli elettori come votare: «Dovete mettere una croce sul Sì, qui». La scena alterna l’inquadratura della premier, seduta allo scrittoio di Palazzo Chigi, al dettaglio del quesito e della matita.
Il tono è volutamente semplice, quasi didattico, e punta a trasformare il messaggio politico in un invito operativo. Al centro c’è soprattutto il tema dell’assenza del quorum, che la presidente del Consiglio considera uno snodo decisivo della mobilitazione. «È importante sapere che non c'è il quorum. Il risultato sarà valido qualunque sia l’affluenza. Questo significa che la differenza la fa chi va a votare», sottolinea.
È lo stesso concetto che Meloni ha ripetuto più volte negli ultimi giorni, presentando il referendum come «un’occasione storica per rendere la giustizia più meritocratica, più responsabile, più efficiente, più giusta». Un’opportunità che, secondo la premier, «potrebbe non tornare».
A rilanciare l’appello al voto per il Sì arriva anche Pier Silvio Berlusconi, che interviene a margine di un incontro con la stampa negli studi Mediaset di Cologno Monzese. L’amministratore delegato e presidente di Mfe-MediaForEurope spiega di considerare il voto un passaggio importante per il Paese.
«Da cittadino dico senza alcun problema che votare è importante, perché è una questione fondamentale per il nostro Paese», afferma. Poi annuncia apertamente la propria scelta: «Io voterò, non so se domenica o lunedì mattina. Voterò convintissimamente Sì, non per motivi politici ma di civiltà e modernità, per essere al passo con i tempi di un Paese democratico, civile e moderno».
Nel suo ragionamento, la riforma non dovrebbe essere letta come una battaglia di schieramento, ma come una questione di modernizzazione. E il fatto che la premier abbia scelto di rivolgersi direttamente agli elettori viene considerato coerente con questa impostazione. Per Berlusconi, «è la cosa giusta».
Sulla stessa linea si colloca anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che insiste sulla natura della riforma e sul suo impatto sul funzionamento complessivo del sistema.
«La riforma non è contro qualcuno, ma nell’interesse dei cittadini e del buon funzionamento della giustizia. È importante votare Sì», afferma il Guardasigilli. Poi entra nel merito degli obiettivi che il governo attribuisce alla revisione costituzionale: «Con la riforma interveniamo su nodi strutturali che da anni rallentano il sistema, migliorando i criteri di valutazione dei magistrati e introducendo elementi di maggiore equilibrio e responsabilità».
Il fronte del Sì prepara intanto le ultime iniziative pubbliche prima dello stop imposto dal silenzio elettorale. Venerdì i comitati promotori si ritroveranno per un evento conclusivo in via Palermo, a Roma. Meloni, invece, sarà ospite di Fedez e Mr. Marra a Pulp Podcast, in un’operazione che punta a intercettare anche un pubblico diverso rispetto ai canali più tradizionali della comunicazione politica.
Sul fronte opposto, il No si prepara alle battute finali con gli interventi della segretaria del Pd Elly Schlein a Milano e del leader del M5S Giuseppe Conte a Roma, sempre nella giornata di venerdì.