Lunedì 16 Marzo 2026

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Il viceministro Cirielli incontra l’ambasciatore russo, il Pd : «Dimissioni»

Il faccia a faccia sarebbe avvenuto a inizio febbraio. L’opposizione insorge e presenta un’interpellanza. Salvini e Tajani lo difendono

16 Marzo 2026, 17:43

Il viceministro Cirielli incontra l’ambasciatore russo, il Pd : «Dimissioni»

Un incontro con l’ambasciatore russo a Roma e la polemica politica esplode nel giro di poche ore. Il colloquio tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e il rappresentante diplomatico di Mosca Aleksej Paramonov, avvenuto alcune settimane fa alla Farnesina, ha scatenato una raffica di critiche da parte delle opposizioni, che parlano di un episodio grave e chiedono chiarimenti al governo fino ad arrivare, in alcuni casi, alla richiesta di dimissioni del viceministro.

A far deflagrare il caso è stata la ricostruzione pubblicata nei giorni scorsi sul Corriere della Sera. Secondo quanto emerso, l’incontro tra Cirielli e l’ambasciatore russo sarebbe avvenuto circa un mese fa, alimentando interrogativi sull’opportunità politica di un confronto diretto con la diplomazia del Cremlino nel pieno della guerra in Ucraina e mentre l’Unione europea continua a mantenere una linea di fermezza nei confronti di Mosca.

Dal Partito democratico sono arrivate le reazioni più dure. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha parlato di «un fatto grave che non può essere archiviato con il silenzio», chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare chiarezza sulle modalità e sui contenuti del colloquio. «L’Italia non può permettersi ambiguità», ha avvertito l’esponente dem, sottolineando come ogni interlocuzione con rappresentanti del Cremlino debba avvenire «nella massima trasparenza» e in pieno coordinamento con la linea euro-atlantica del Paese.

Sempre dal Pd è arrivata anche una richiesta esplicita di dimissioni. Il senatore Filippo Sensi ha scritto sui social che «se un viceministro incontra l’ambasciatore russo non ci sono questioni: se ne deve andare», evocando il rischio che l’Italia possa apparire «il governo più filorusso d’Europa». Il partito guidato da Elly Schlein ha inoltre presentato un’interpellanza urgente per chiedere al governo di ricostruire con precisione tempi, modalità e contenuti dell’incontro. La segretaria dem ha avvertito che, se l’esecutivo stesse «riaprendo o riavvicinando le relazioni diplomatiche con la Russia», ciò rappresenterebbe un allontanamento dalla posizione comune dell’Unione europea.

Ma in generale sul fronte delle opposizioni non sono mancati altri attacchi. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha ironizzato sull’episodio prendendo di mira direttamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Qualcuno dovrebbe dire a Tajani che fa il ministro degli Esteri», ha affermato, aggiungendo con sarcasmo: «Svegliate il soldato Tajani». Ancora più esplicito il segretario di +Europa Riccardo Magi, che ha parlato di un possibile caso di «diplomazia parallela» nei rapporti con Mosca, chiedendo alla premier Meloni di chiarire se l’iniziativa del viceministro rientri nella linea ufficiale del governo o rappresenti un’iniziativa personale.

Di fronte alla bufera politica, Cirielli ha respinto le accuse e ridimensionato la vicenda. Il viceministro ha spiegato che l’incontro risale all’inizio di febbraio e che si è svolto alla Farnesina «alla presenza di funzionari del ministero», assicurando di aver informato preventivamente la struttura diplomatica. «Non è un’anomalia», ha osservato, ricordando che l’ambasciatore russo è accreditato in Italia e che colloqui di questo tipo rientrano nella prassi diplomatica.

La difesa più netta è però arrivata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito l’intera vicenda «una polemica inutile». «Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa», ha spiegato da Bruxelles a margine del Consiglio Affari esteri dell’Ue, sottolineando che l’incontro si è svolto «alla luce del sole» proprio al ministero degli Esteri. Tajani ha inoltre ribadito che la posizione italiana resta immutata: condanna dell’invasione russa e sostegno all’Ucraina.

Anche l’altro vicepremier Matteo Salvini ha scelto la linea della minimizzazione. «Non conosco l’agenda dei miei colleghi», ha commentato il leader della Lega, aggiungendo che «se Cirielli ha incontrato l’ambasciatore russo avrà avuto i suoi motivi». Salvini ha poi ricordato che «l’Italia non è in guerra né con la Russia né con l’Iran».

La polemica, però, difficilmente si esaurirà in fretta. Per le opposizioni la vicenda rappresenta l’ennesimo segnale di ambiguità della maggioranza nei confronti di Mosca. Per il governo, invece, si tratta semplicemente di un episodio rientrante nella normale attività diplomatica di un Paese che, pur sostenendo Kiev, non ha mai interrotto formalmente i rapporti con la Federazione russa.