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Verso il voto

Schlein rilancia il Pd tra referendum, accise e sfida al governo

La segretaria dem chiude la campagna di ascolto dei territori, rilancia l’alternativa per il 2027 e insiste sul No alla riforma Nordio.

09 Marzo 2026, 07:34

Schlein rilancia il Pd tra referendum, accise e sfida al governo

ELLY SCHLEIN SEGRETARIA PD

Elly Schlein chiude la campagna di ascolto del Pd e prova a trasformarla in una piattaforma politica per i prossimi mesi, guardando già oltre la tornata referendaria e proiettando il partito verso la costruzione di un’alternativa di governo in vista delle elezioni del 2027. Dall’Acquario Romano, a pochi passi dalla Stazione Termini, la segretaria dem tira le somme del percorso “L’Italia che sentiamo”, fondato sul confronto con oltre 13mila persone ascoltate dai militanti da Nord a Sud.

Nel suo intervento, Schlein lega il lavoro sui territori alla necessità di costruire una proposta larga, credibile e riconoscibile. «Non finisce qui il nostro viaggio nel paese», assicura, spiegando che «l’ascolto è il filo conduttore, è una promessa che va mantenuta». La leader del Pd mette così al centro un metodo, prima ancora che un programma, e lo indica come base per rafforzare il partito e renderlo capace di contendere il governo alla destra.

L’ascolto dei territori come base dell’alternativa

Nel riflettere sui bisogni emersi dal percorso di confronto, Schlein insiste sul fatto che per vincere non basta limitarsi alla denuncia dell’esistente. «Non basta fare opposizione, ma serve un pensiero lungo, che conosca il passato e sappia guardare al futuro», sostiene, indicando la necessità di una visione capace di tenere insieme identità politica, apertura e prospettiva di governo.

In questa direzione si colloca anche il profilo di partito che la segretaria del Pd rivendica davanti alla platea romana. «Serve un partito che non respinga e non si chiuda in se stesso, ma sia in grado anche di mettersi in discussione nel rispetto delle diversità», afferma. L’orizzonte è chiaramente quello della coalizione da costruire in vista del 2027, dentro una «visione di futuro» che parta dai problemi concreti e tenga insieme lavoro, scuola, sanità e tenuta sociale.

La proposta sulle accise e l’apertura del governo

Tra i temi toccati da Schlein c’è anche quello dell’inflazione e del caro carburanti. La segretaria dem propone di «usare l’extragettito Iva, che aumenta insieme agli extra profitti, per abbassare le accise». Un’indicazione politica che punta a collegare il tema dei prezzi a una redistribuzione delle risorse generate proprio dall’aumento dei costi.

In serata arriva la replica positiva della premier Giorgia Meloni, che apre su un possibile intervento. La presidente del Consiglio annuncia infatti che «sulla benzina stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023, nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile».

Meloni aggiunge che il meccanismo, «la cui attivazione viene anche chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione», rappresenta «lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo del centrodestra» e precisa che la sua attivazione «è già allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell’Economia». Un punto di contatto sul merito, che però non riduce la distanza politica tra maggioranza e opposizione.

Le distanze restano profonde

Se sul fronte delle accise si intravede un’apertura, sul piano generale Schlein marca un’opposizione netta. Davanti alla platea dell’Acquario Romano, la segretaria del Pd esorta i suoi a non inseguire la destra sul suo terreno. «La destra non è imbattibile, l’abbiamo già battuta, e lo rifaremo», dice, indicando la strada della giustizia sociale e dei «bisogni concreti delle persone».

Il messaggio politico è chiaro: per Schlein la sfida si vince portando il confronto su salari, servizi, diritti e protezione sociale. «Per farlo non dobbiamo rincorrerli sul “loro” terreno, ma portarli sul terreno della giustizia sociale e dei bisogni concreti delle persone, bisogni che la destra ignora dietro litri di propaganda», sostiene.

L’attacco sulla politica estera e il richiamo all’Europa

La leader dem critica poi l’esecutivo anche sul terreno internazionale, accusandolo di non avere una linea chiara di fronte alla crisi scatenata dall’attacco all’Iran. «Khamenei sanguinario non ci mancherà», afferma, aggiungendo però che «pensiamo che le azioni fuori dal diritto internazionale siano sbagliate e pericolose».

Schlein alza il livello dello scontro quando parla della guerra e del ruolo dell’Italia. «La guerra scatenata da Trump e Netanyahu va fermata, serve un cessate il fuoco immediato e dire no all’autorizzazione all’utilizzo delle basi in Italia», dice. Subito dopo punta il dito contro quella che definisce una duplice insufficienza del governo: «Qui il problema non è solo la subalternità del governo italiano a Trump. È che non riescono a scegliere l’Europa».

Il richiamo finale è a una collocazione europea più forte e autonoma. «E questa è una questione di sopravvivenza, perché urge un’Europa più unita, autonoma e integrata e l’Italia dovrebbe guidare questo processo e non certo frenarlo, o rimarremo schiacciati fuori», osserva la segretaria dem.

Il referendum e lo sguardo già rivolto al 2027

Nel suo intervento Schlein torna anche sul referendum del 22 e 23 marzo, ribadendo il No del Pd alla riforma Nordio. «Questo percorso di ascolto lo abbiamo portato avanti con la campagna referendaria, contro una riforma che è sfregio alla Costituzione e altera l’equilibrio dei poteri», afferma.

Ma il senso politico dell’iniziativa va oltre il voto imminente. Lo sguardo della leader dem è già rivolto alla costruzione di una coalizione progressista per le prossime politiche. «Continueremo a essere testardamente unitari, perché sentiamo la responsabilità e sentiamo di avere l’opportunità di poter portare una coalizione progressista a governare il Paese. Andiamo a vincere», conclude.