Venerdì 06 Marzo 2026

×

Parlamento

Tajani e Crosetto, scintille in Aula. Ma le opposizioni si dividono ancora

I ministri: "Difenderemo Cipro e il Golfo". Pd-5S-AVS: «Non si lascino le basi agli Usa»

06 Marzo 2026, 07:55

Tajani e Crosetto, scintille in Aula. Ma le opposizioni si dividono ancora

Tajani e Crosetto

L’Italia invierà armi di difesa aerea ai Paesi del Golfo Persico sotto il fuoco di missili e droni iraniani, ma se gli Stati Uniti dovessero chiedere il via libera per l’utilizzo delle loro basi in Italia il governo tornerà in Parlamento per il lasciapassare. È quanto emerge da una frenetica giornata ieri tra Camera e Senato, per le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto sugli sviluppi della guerra tra Usa e Israele contro l’Iran e della conseguente risposta del regime degli Ayatollah contro i Paesi dell’area. Parlamento dove la prossima settimana arriverà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la cui presenza, richiesta a gran voce dalle opposizioni, è stata anticipata di una settimana rispetto alle comunicazioni già programmate in vista del Consiglio europeo.

Dopo che già Meloni in mattinata aveva espresso la linea del governo in un intervento in radio, è stato Tajani a cominciare la doppia informativa, seguito a stretto giro da Crosetto. «La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa - ha detto il leader di Fi - Nelle ultime ore purtroppo la situazione ha fatto registrare un’evoluzione non positiva, è concreto il rischio di un allargamento del conflitto».

Concetti ribaditi poche ore dopo in Senato, mentre Crosetto si è focalizzato sui numeri che riguardano il contingente italiano presenti nelle zone a rischio, dal Libano al Kuwait. «In questi giorni è stato criticato il governo Meloni perché non era stata informato, ma nessun governo al mondo: neppure la più alta catena di comando americana sapeva della partenza degli aerei, l’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota - ha spiegato il titolare della Difesa - L’uso delle basi che concede l'Italia è lo stesso di quello spagnolo perché identico è il trattato: quindi noi concederemo lo stesso uso che concede Sanchez, che è l’eroe...».

Il riferimento è al premier spagnolo Pedro Sanchèz, eretto a paladino di buona parte della sinistra europea e nostrana per quel «no alla guerra» diretto a Donald Trump al quale il presidente americano ha reagito con la minaccia di azzerare gli scambi commerciali tra Washington e Madrid. D’altronde la risoluzione di maggioranza presentata in Parlamento parlava chiaro nel «confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico». Crosetto ha poi specificato che l’Italia fornirà supporto di difesa aerea ai Paesi del Golfo e «manderà un assetto navale» a protezione di Cipro di comune accordo con Spagna, Paesi Bassi e Francia.

Oltre a quella di maggioranza alla Camera sono state presentate altre quattro risoluzioni da parte delle opposizioni, con Pd, M5S e Avs che sono arrivate a un testo comune. Autonome quelle di Azione e Partito liberaldemocratico, Italia viva e Più Europa.

Il testo presentato da Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli chiedeva, tra le altre cose, «l’immediato cessate il fuoco in Medioriente» e di «non concedere le basi italiane per le operazioni militari di Stati Uniti e Israele in Iran». Una linea confermata in Aula dalla stessa leader dem, mentre il presidente M5S ha preferito parlare con i giornalisti in Transatlantico e fuori da Montecitorio. C'è una «escalation drammatica di uno scenario che può avere dei risvolti imprevedibili su intera regione e rischia di far tremare anche la tregua a Gaza e incidere» su interessi europei e italiani» e quindi «non basta riferire, serve una linea politica e non dovevate essere voi ministri, doveva essere qui la premier Giorgia Meloni e parlare al Paese che è giustamente preoccupato», ha detto Schlein.

«Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio, e su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri della Difesa e degli Esteri in Parlamento, tra varie approssimazioni e ferie a Dubai - ha scandito l’ex presidente del Consiglio - La realtà è che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele che sono in violazione del diritto internazionale, e ancora grandi ambiguità sulla concessione delle nostre basi che in questo momento servono per sostenere i paesi amici del Golfo, ma è chiaro che attendiamo la richiesta americana per piegarci anche a questa richiesta».

E se Bonelli e Fratoianni hanno ribadito il proprio No all’utilizzo delle basi Usa, più conciliante è la posizione di Azione, Iv e Più Europa, tant’è che alcune parti delle loro risoluzioni sono state approvate dalla maggioranza. Bocciato in toto invece il testo di Pd-M5S-Avs. «È un momento storico, epocale, e per questo amareggia la mancanza della presidente del Consiglio in Aula», ha detto il leader di Iv. Nel mirino l’intervento del ministro degli Esteri: «Siamo oltre la politica, siamo all’avanspettacolo, si lamenta delle mie conferenze pagate ma a lei, al massimo, la pagano per tacere». Bagarre in Aula, con scontro verbale e quasi fisico tra esponenti di Iv e Fi, fino all’intervento del presidente La Russa. Poi le repliche di Crosetto e Tajani e il voto sulle tre risoluzioni presentate: approvata quella di maggioranza, decadute quelle di Pd-M5S-Avs e quella di Iv.