Martedì 03 Marzo 2026

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Crisi globale

Iran, Meloni rompe il silenzio: «Preoccupata», assistenza agli italiani bloccati

Intervista al Tg5 dopo le informative di Tajani e Crosetto: «Accordo sul nucleare fallito, Usa e Israele hanno attaccato senza coinvolgere l’Europa»

03 Marzo 2026, 09:53

Iran, Meloni rompe il silenzio: «Preoccupata», assistenza agli italiani bloccati

GUERRA IRAN GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN RIUNIONE A PALAZZO CHIGI

La premier Giorgia Meloni interviene sulla crisi in Medio Oriente e, dopo tre giorni dall’avvio delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele in Iran, dice di essere «preoccupata dal contesto generale» e da un conflitto che «in poche ore si è esteso fino a Cipro», Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Le parole arrivano in un’intervista al Tg5, al termine di una giornata politicamente segnata dalle informative dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e dalla richiesta unitaria delle opposizioni di convocare con urgenza la presidente del Consiglio in Parlamento.

«Crisi del diritto internazionale figlia della guerra in Ucraina»

Nel ragionamento di Meloni, quanto accade a Teheran è collegato anche a Kiev. La premier sostiene che la «crisi del diritto internazionale è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina», perché «quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», cioè la Russia, ha deciso quattro anni fa di attaccare «deliberatamente un suo vicino era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos».

Un caos che, ribadisce, «mi preoccupa perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga».

La premier rivendica l’impegno dell’Italia per arrivare a un’intesa: l’Italia si era «molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano», «particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale». Per Meloni, «noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche».

Poi la constatazione politica: «Dopodiché quell’accordo è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei». Un passaggio che, nel racconto, si salda al tema dei contatti con Washington: «Nessuna chiamata» verso Roma, come già messo agli atti dai ministri in audizione.

Italiani bloccati nel Golfo: «Impegnati a dare assistenza»

Accanto alla linea diplomatica, Meloni sottolinea il fronte operativo: il governo è impegnato «a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimasti bloccati, particolarmente nei Paesi del Golfo». E aggiunge: «Siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei», mettendo in chiaro che «l’obiettivo è che la crisi non dilaghi».

Sul punto, la premier afferma anche che «nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei Paesi del Golfo, che sono totalmente ingiustificati».

Meloni risponde senza dilungarsi troppo alla vicenda che ha riguardato Guido Crosetto, rimasto bloccato a Dubai quando è stato sferrato l’attacco e rientrato in Italia solo oggi: «Posso dire che il ministro non ha mai smesso di fare il suo lavoro».

Infine, il capitolo sicurezza. La premier affronta il timore di una ripresa del terrorismo, anche in Italia, e richiama la complessità del fenomeno: «Il fenomeno del terrorismo legato al fondamentalismo islamico è molto complesso perché agisce anche attraverso azioni dei singoli», e quindi «non si può mai abbassare la guardia», evocando la minaccia dei cosiddetti «lupi solitari».

«Ma tutte le realtà che sono dedicate a questo tema sono mobilitate – conclude –, a partire dalla nostra intelligence».