Saranno stati galvanizzati dal bronzo di Stefania Costantini e Amos Mosaner nel doppio misto di curling alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina i responsabili comunicazione del Pd, eppure l’hanno fatta grossa. È bastato infatti un video di pochi secondi per scatenare la reazione del Coni, della Federghiaccio e dei due campioni olimpici a Pechino 2022, fino al dietrofront del Nazareno. E non è mancata la replica di Fratelli d’Italia. Ma andiamo con ordine.
Tutto parte mercoledì quando sui canali social del partito viene postato un video che ritrae una giocata di Mosaner e Costantini in cui una “stone” con scritto “No al referendum” si prende il punto, spazzando via un’altra stone con scritto “Giustizia controllata dal governo”. Apriti cielo. Già nella serata di mercoledì il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, si è detto «sbalordito» dal fatto che «siano state utilizzate immagini dei nostri atleti durante le competizioni dei Giochi Olimpici per promuovere una scelta politica». A stretto giro di posta è arrivata anche la presa di distanza della Federghiaccio, che è detta «totalmente estranea all'iniziativa» precisando che «non è stata in alcun modo informata né coinvolta. Riteniamo inopportuno e non condivisibile l'utilizzo di immagini dei nostri atleti per finalità di carattere politico. Lo sport deve restare autonomo e indipendente rispetto a qualsiasi strumentalizzazione di parte».
Nella mattinata di oggi sono poi arrivate le reazioni dei due diretti interessati. Sia Stefania Constantini che Amos Mosaner, tornati sul ghiaccio di Cortina per le prove a squadre dopo il bronzo, hanno messo in chiaro sui rispettivi social di non saperne nulla. «Non sono stata/o informata preventivamente dell'utilizzo di tali immagini né ho in alcun modo autorizzato l'associazione della mia performance sportiva a messaggi o iniziative di carattere politico - si legge nella stessa nota pubblicata da entrambi gli atleti - Chiedo che le immagini che mi ritraggono vengano rimosse da qualsiasi comunicazione che possa generare un collegamento, diretto o indiretto, tra la mia attività sportiva e iniziative di natura politica. Il mio impegno è e rimane esclusivamente sportivo nel rispetto dei valori olimpici e di tutti coloro che mi seguono e sostengono».
Detto fatto. Il Pd a quel punto si trova costretto a battere in ritirata e cancella il post. «Il post pubblicato qualche ora fa dall’account del partito democratico utilizzava l'immagine di un evento sportivo che aveva avuto grande seguito, con un linguaggio comunicativo, quello del meme, che per sua natura funziona grazie alla sua semplicità e si inserisce in un contesto ironico - scrive il Nazareno in un comunicato - Non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, né di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive: appena abbiamo appreso della richiesta avanzata da Amos Mosaner e da Stefania Costantini, dispiaciuti che il post possa essersi prestato a fraintendimenti, è stato rimosso immediatamente».
Discorso chiuso? Nemmeno per sogno, perché nel frattempo è arrivata la risposta del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dell’account di Atreju, la giovanile di FdI. «Ne hanno fatto uno anche su di me, che è stato smentito - ha detto Nordio citando un post passato manipolato ai suoi danni in riferimento al meme - in cui si diceva che avrei affermato che i pm e i giudici sarebbero finiti sotto il controllo dell'esecutivo, che è esattamente il contrario di quello che ho detto». E dunque «bisogna essere preparati, non dico rassegnati, ma preparati a queste fake news che sono dei giochi abbastanza scorretti per orientare gli elettori in un modo fazioso», ha aggiunto augurandosi «che il dialogo si tenga in termini razionali, in termini istituzionali, in termini giuridici» perché «non è una riforma sovversiva, non ci sono attentati alla libertà o alla democrazia come qualcuno dice» ma «purtroppo se, come pare, accada, viene politicizzato e radicalizzato questo referendum, allora è inevitabile che gli animi si accendano, ma io spero il contrario».
E sempre sul meme se la sono giocata invece dalle parti di FdI, con l’account Atreju che ha pubblicato una finta Giorgia Meloni atleta di curling impegnata a spazzare con la propria stone “Il tuo Sì al referendum” la stone con su scritto “La propaganda della sinistra per il No”. Chi di curling ferisce...