Martedì 10 Febbraio 2026

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“Il Ponte sullo Stretto si farà: al via entro l'estate la fase realizzativa”

Parla Pietro Ciucci, amministratore delegato della società che si occupa dell'opera: "Il nuovo decreto del governo non azzera l'iter, al contrario si consoliderà la cornice normativa"

10 Febbraio 2026, 18:23

Pietro Ciucci

Il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri non cancellerebbe l’iter precedente del Ponte sullo Stretto. Al contrario, andrebbe a rafforzare la cornice normativa e operativa dell’opera, recependo i rilievi della Corte dei conti e fissando gli adempimenti ancora necessari per arrivare alla nuova delibera Cipess. L’amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, fa chiarezza e risponde nel dettaglio: dalla questione ambientale alla direttiva Appalti, dai profili finanziari alla tempistica aggiornata.

In termini concreti, cosa viene superato e da dove si riparte? E come cambia dopo la sua mancata nomina a Commissario straordinario?

Non c’è stato alcun azzeramento. Il decreto, in primo luogo, conferma la volontà del governo di realizzare l’opera e per tale scopo disciplina i principali aspetti per ottemperare ai rilievi espressi dalla Corte dei conti sulla Delibera Cipess del 6 agosto e sul III Atto aggiuntivo alla convenzione fra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Stretto di Messina. Fissa gli adempimenti da svolgere anche attraverso la definizione di alcuni aspetti della complessa normativa speciale in vigore. In via principale si tratta della sottoposizione al controllo di legittimità della Corte dell’Accordo di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Regione Siciliana e la Regione Calabria, Rete Ferroviaria Italiana, Anas e Società Stretto di Messina; l’acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART); l’acquisizione del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Successivamente verrà ripresentata al Cipess una istruttoria del Ministero delle infrastrutture per ottenere una nuova delibera che sarà sottoposta all’esame della Corte dei conti per la prevista registrazione.

Sul fronte ambientale si punta a integrazioni degli atti esistenti e non a una nuova Valutazione di impatto ambientale completa. È la strada giusta o si rischiano nuovi ricorsi?

Sul fronte ambientale, va sottolineato che la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Via Vas del Mase tra novembre 2024 e maggio 2025 ha rilasciato parere favorevole sulla Valutazione di impatto ambientale e sulla Valutazione di Incidenza Ambientale, ritenendo che “tutta la documentazione trasmessa evidenzi la coerenza delle Misure di Compensazione con la necessità di garantire la tutela degli obiettivi di conservazione dei siti e la coerenza globale con la rete Natura 2000”. Un risultato storico perché è la prima volta che questo progetto completa fino all’ultimo step sia la procedura Via che la procedura Vinca. Le osservazioni della Corte riguardano le procedure seguite per la definizione della relazione Iropi prevista dalla direttiva Ue Habitat. È importante ricordare che nel corso delle costanti interlocuzioni è stato chiarito da Bruxelles che non è in corso alcuna procedura di infrazione e che il dialogo prosegue nell’ambito della normale e prevista dialettica tra lo Stato italiano e l’Unione Europea.

Oltre che sulla direttiva Habitat, la Corte ha sollevato dubbi anche sulla Direttiva Ue Appalti. 

La Corte ha mosso osservazioni sulla corretta applicazione della direttiva europea sugli appalti in relazione alla verifica del noto limite del 50%, riguardante l’incremento del corrispettivo per il Contraente generale. Anche su questo punto, le comunicazioni rese più volte chiariscono che le disposizioni dell’articolo 72 della Direttiva Ue in materia di contratti pubblici sono rispettate. Infatti, l’aggiornamento del corrispettivo del Contraente generale, da 3,9 miliardi del 2006, a 6,7 miliardi del 2011, a 10,5 miliardi di oggi, è conseguente al forte aumento dei prezzi registrato in particolare tra il 2021 e il 2023, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione, e non a varianti di lavori che, in ipotesi, rilevano ai fini dell’applicazione della direttiva 2014/24/UE. Per il ponte le uniche varianti per lavori significative riguardano il tracciato ferroviario, con le tre stazioni, così come indicato dall’amministrazione comunale di Messina e recepito nel progetto definitivo 2011. A questo proposito, va ricordato che la Direttiva è entrata in vigore nel 2014, quindi successivamente alle suddette varianti per lavori.

Però la Corte obietta anche sul cambio della modalità di finanziamento dell’opera non più in Project finance. Come si supera questa criticità?

Al riguardo è bene chiarire che la gara a suo tempo effettuata per il contraente generale non prevedeva particolari modalità di finanziamento, tantomeno un Project finance. Il cosiddetto Project finance, previsto inizialmente (40% di capitale sottoscritto principalmente dall’Azionista Fintecna e il 60% da reperire sul mercato finanziario), riguardava unicamente la Società Stretto di Messina, senza coinvolgere il Contraente Eurolink.

Sul finanziamento dell’opera, invece, ci sono novità?

La Legge di Bilancio 2025 ha confermato interamente le risorse stanziate per la realizzazione del progetto, che unite ai 370 milioni derivanti dall’aumento di capitale della Società già realizzato, coprono l’intero valore dell’investimento, allo stato stimato in circa 13,5 miliardi. Il governo, nell’ambito della Legge di Bilancio, ha unicamente differito lo stanziamento di 780 milioni di euro, originariamente previsto per l’anno 2024, agli ultimi anni del periodo di costruzione, tenuto conto dell’aggiornamento del cronoprogramma e fermo restando l’importo complessivo del finanziamento.

Che tempi immagina adesso per la realizzazione dell’infrastruttura?

Abbiamo aggiornato il cronoprogramma e stimiamo che entro la fine di maggio saremo nelle condizioni di potere ripresentare al Cipess la documentazione aggiornata per la prevista approvazione.

Nelle ultime ore, la relazione tecnica al decreto legge “Commissari” è stata letta da alcuni come il segnale di un possibile slittamento dei tempi. È così?

Nessun allungamento dei tempi per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Secondo la tempistica indicata nella relazione di accompagnamento al decreto, entro l’estate prevediamo di poter avviare la fase realizzativa.