Sabato 07 Febbraio 2026

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Agli ordini, Generale Vannacci. Due leghisti abbandonano Salvini

I deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello hanno annunciato il proprio addio al Carrocco per entrare nella neonata formazione del Generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale

07 Febbraio 2026, 09:20

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Vannacci

I deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello hanno annunciato il proprio addio alla Lega per entrare nella neonata formazione del Generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. I due, assieme a Domenico Furgiuele che però ha ribadito fedeltà al Carroccio, erano da tempo nell’orbita vannacciana, tant’è che non avevano votato l’ultimo pacchetto di aiuti all’Ucraina. «Dopo mesi di riflessioni, per me non scontate e semplici, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile - ha scritto Sasso approdando al gruppo Misto - Lascio un partito che è al governo, per inseguire un sogno. Voglio continuare ad essere fedele ai miei principi, quelli che mi animavano a 17 anni, quelli che mi hanno animato nel 2014 e quelli che mi animano oggi. Esco dalla Lega e scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento Audere Semper».

Ziello denuncia invece la linea troppo “moderata” del partito, ad esempio sui temi dei diritti e della sicurezza '«Sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale - ha spiegato - Un progetto di Destra seria e vitale che non vuole far tornare la Sinistra al governo del Generale, Roberto Vannacci. Ad maiora».

E intanto il nuovo partito ha già la prima grana legata al simbolo, già registrato in passato. L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’associazione “Mondo al contrario” Guido Giacometti, che in una nota ai “team” del Generale ha chiesto di evitare l'utilizzo del simbolo nelle comunicazioni pubbliche e social. Lo stesso simbolo sarebbe infatti già stato registrato nel 2011 dall’ex consigliere regionale del M5S in Abruzzo Riccardo Mercante, come ha raccontato al Fatto la moglie, che attualmente lo detiene. Una circostanza che comunque non sembra spinga i fedelissimi del generale a demordere. «Che il nome e il simbolo di Futuro nazionale non possano essere utilizzati perché registrati è una pagliacciata - ha detto Massimiliano Simoni, consigliere regionale eletto con la Lega in Toscana e che passerà nel nuovo partito di Vannacci - Non c’è alcuna intenzione di modificare né il nome né il simbolo, e non ce ne sarà bisogno».

Ma c’è anche chi ipotizza che il problema sia già stato risolto. «La famiglia dell’ex consigliere regionale Riccardo Mercante - ha detto il Gabriele Maestri - ha sicuramente il diritto di non veder associato a sé o alla memoria del defunto il progetto politico di Vannacci, ma con tutta probabilità non può bloccare l’uso del nome o del simbolo». In effetti, spiega il giurista, «sulla banca dati dell’Ufficio italiano brevetti e marchi risulta la richiesta di marchio verbale nazionale depositata nel 2010 da Mercante, ma occorre ricordare che la validità del titolo di marchio dura 10 anni. È sempre possibile il rinnovo di un marchio, ma fino a sei mesi dopo la scadenza del titolo» ma «nella stessa banca dati italiana, nonché in quella europea, non risultano né richiesta di rinnovo né domande successive sullo stesso marchio».