Mercoledì 04 Febbraio 2026

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Vannacci si congeda dalla Lega. Salvini : «Sei un ingrato, mi hai deluso»

Il generale ha ufficialmente comunicato al segretario del Carroccio la fuoriuscita dal partito. Ora si dedicherà alla sua nuova formazione “Futuro nazionale”

03 Febbraio 2026, 18:33

Vannacci si congeda dalla Lega. Salvini : «Sei un ingrato, mi hai deluso»

«Inseguo un sogno, e vado lontano». Roberto Vannacci sceglie la formula del manifesto per sancire la rottura con la Lega e dare ufficialmente vita a Futuro Nazionale. L’annuncio arriva nel pomeriggio, a poche ore dal Consiglio federale convocato da Matteo Salvini in via Bellerio. Tempismo chirurgico. E rottura definitiva.

L’ex generale, europarlamentare eletto da indipendente con il Carroccio e promosso meno di un anno fa vicesegretario, chiude così una parabola politica durata lo spazio di un pezzo di legislatura europea e segnata da tensioni continue, distinguo pubblici e una progressiva personalizzazione del consenso. Nel messaggio affidato ai social, Vannacci rivendica la scelta come un atto di coerenza: l’obiettivo, scrive, è «cambiare l’Italia», restituirle sovranità, sicurezza e identità, tenendosi lontano da «impicci, compromessi di convenienza e inciuci». Parole che suonano come un atto d’accusa implicito verso il partito che lo aveva accolto quando era politicamente isolato e mediaticamente sotto attacco. «Proseguo per la mia strada da solo», è la frase che chiude ogni spazio di ambiguità e certifica la volontà di non restare in una zona grigia.

La separazione, in realtà, maturava da tempo. Nella serata precedente all’annuncio, Vannacci e Salvini si erano incontrati per un confronto definito “franco”, uno di quei faccia a faccia in cui le distanze vengono semplicemente prese atto. Nessuna ricucitura. Nessun rinvio. Il messaggio recapitato al leader leghista è stato netto: affetto personale, ma strade politiche incompatibili. Anche l’entourage era stato avvisato. Le truppe del generale pure. L’uscita arriva dopo mesi di polemiche interne, iniziative autonome e un protagonismo che la Lega ha iniziato a percepire come ingestibile.

Così l’addio ha cambiato anche l’agenda del Federale, formalmente convocato su sicurezza, Ponte sullo Stretto e iniziative per il referendum. Ufficialmente nulla da segnalare, avevano assicurato dalla Lega. Ma il convitato di pietra era l’uscita di un vicesegretario che fino a poche settimane fa negava qualsiasi ipotesi di scissione, pur avendo già depositato il simbolo del suo movimento. Un doppio binario che ha logorato il rapporto di fiducia.

La reazione di Salvini è stata di quelle che mescolano delusione e stoccata. «Tutti sono utili, nessuno è indispensabile», scrive, rivendicando l’accoglienza garantita a Vannacci e ricordando che far parte di una comunità politica significa anche lealtà, disciplina e rispetto delle regole comuni. Il riferimento all’onore militare non è casuale. Né lo è la chiusura: la Lega, sottolinea il segretario, non è fatta di re o di generali, ma di popolo e militanza. Un messaggio diretto alla base, prima ancora che all’ex alleato.

Ancora più tranchant è stato il commento che arriva dal Veneto. Luca Zaia non si è detto sorpreso: «Un film già scritto». Per l’ex governatore, Vannacci ha semplicemente preso atto di essere «un corpo estraneo», portatore di un progetto incompatibile con l’identità del partito. Nessun dramma, nessuna nostalgia. «Non ci stracceremo le vesti», è la linea condivisa anche da altri dirigenti, convinti che la scommessa fosse diventata più un problema che una risorsa.

Ma il vero punto politico è un altro: chi potrebbe seguirlo. Futuro Nazionale nasce come progetto personale, fortemente identitario, costruito attorno alla figura del fondatore. L’uscita dalla Lega apre però interrogativi sul fronte parlamentare. Rossano Sasso parla apertamente di una riflessione in corso. Non smentisce, non conferma. Altri osservano in silenzio. Per ora non c’è una pattuglia pronta a lasciare il Carroccio, ma il rischio di smottamenti mirati esiste, soprattutto nell’area più radicale e movimentista, attratta da una proposta senza mediazioni.

Sul piano europeo, intanto, la rottura ha prodotto un effetto immediato: Vannacci esce anche dal gruppo dei Patrioti, dove la sua posizione era già stata ridimensionata. La Lega resta partner a pieno titolo. Lui no. È l’ennesimo segnale di un isolamento che ora diventa scelta rivendicata, trasformata in narrazione politica. Futuro Nazionale si presenta come «l’unica novità politica degli ultimi dieci anni», promette presenza alle politiche del 2027 e si propone come interlocutore del centrodestra. Ma il primo dato certo è un altro: la Lega archivia una scommessa che non ha mai smesso di creare problemi. E Salvini si ritrova a gestire la prima scissione da destra.