"Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni, che dopo gli scontri di ieri al corteo pro Askatasuna, questa mattina è stata a Torino per fare visita, in forma privata, agli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti che si trovano ricoverati all’ospedale Molinette, tra cui il poliziotto Alessandro Calista, picchiato dai manifestanti.
Il pestaggio è immortalato in un video choc, pubblicato sui social dalla stessa premier, in cui si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni. Nelle immagini si vede un agente del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra. "Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione", scrive la premier, annunciando "una riunione per domattina per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza". A rilanciare è subito Matteo Salvini, per il quale "i gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell'Ordine, e soprattutto l'obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!, scrive sui social il leader della Lega, che ha espresso la propria "affettuosa e totale solidarietà" alle forze dell'ordine dopo aver scritto sui social, nella giornata di ieri, che per i violenti "il carcere non basta".
Anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, "il pacchetto sicurezza del governo è il miglior antidoto per bloccare da subito il tentativo dell'estrema sinistra di riportare la violenza nelle strade delle città italiane. Mai più quello che si è visto ieri a Torino! Mai più quello che abbiamo visto negli anni '70 e '80! Tutte le forze politiche isolino i violenti ed approvino il pacchetto sicurezza. Le istituzioni si uniscano a sostegno della democrazia e della libertà ed in difesa delle forze dell'ordine", scrive il leader azzurro. Sulla stessa linea il ministro della difesa Guido Crosetto, per il quale "non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve", e che "devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse".
"La presidente del Consiglio mi ha espresso la piena solidarietà del governo alla Città di Torino - afferma il sindaco di Torino Stefano Lo Russo - le istituzioni, a ogni livello, sono salde, compatte e unite nel condannare senza esitazioni ogni forma di violenza e nel ribadire il rispetto dei principi di legalità e convivenza civile". "Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia - aggiunge il sindaco - affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. Ho confermato anche a lei che la Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo". Ad esprimere solidarietà all'agente aggredito anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ieri ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.