Sabato 31 Gennaio 2026

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Scoppia il caso Milano-Cortina: «Agenti Usa in Italia». Il Viminale smentisce

Polemiche per le parole del presidente della Lombardia Fontana. E Abodi avverte Ghali: «Non esprimerà il suo pensiero sul palco»

26 Gennaio 2026, 19:49

27 Gennaio 2026, 08:26

Scoppia il caso Milano-Cortina: «Agenti Usa in Italia». Il Viminale smentisce

A dieci giorni dal via delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si accendono le polemiche sui Giochi. A scatenare una bufera sia le parole del presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che non ha escluso la presenza di agenti dell'Ice, l'agenzia federale anti immigrazione finita al centro delle polemiche negli Stati Uniti, come scorta del vicepresidente Jd Vance e del Segretario di Stato Marco Rubio, sia quelle del ministro dello Sport, Andrea Abodi, sull’esibizione del cantante Ghali durante la cerimonia d’apertura.

La prima possibilità è stata smentita da fonti qualificate del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, secondo le quali «non ci sono ad oggi accordi di collaborazione sottoscritti per le Olimpiadi» con l’Ice. «Ogni attività di ordine e sicurezza pubblica in Italia è gestita, senza possibilità di deroghe, dal Ministero dell'Interno e dalle articolazioni territoriali: prefetture e questure», spiegano le fonti. Secondo quanto appreso «non risulta, al momento, che agenti di Ice vengano al seguito della delegazione americana al fine di scortarla» perché «la composizione della scorta Usa, infatti, non è stata ancora comunicata dalle loro autorità».

Il putiferio si era scatenato qualche ora prima, quando l’annuncio del presidente Fontana avevano mandato su tutte le furie il centrosinistra. «L’Ice sarà qui soltanto per controllare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, quindi sarà soltanto in misura difensiva semmai dovesse esserci qualche problema, ma io sono convinto che non succederà niente», le parole del presidente della Lombardia». Apriti cielo. «Consentire che siano proprio gli agenti dell'ICE è inaccettabile e rappresenta una scelta politica gravissima», si era affrettato a dichiarare il 5S Sergio Costa, mentre per il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni «le squadracce di Trump non devono mettere piedi in Italia». Dopo che anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli aveva dichiarato di non volere in Italia «gli assassini di Renée Good, di Alex Pretti e delle tante persone giustiziate a sangue freddo nella vergognosa caccia all'uomo messa in atto negli Stati Uniti», Avs aveva chiesto al governo di riferire in Parlamento.

Nemmeno il tempo di chiedere la presenza in Aula che da Regione Lombardia arrivava la puntualizzazione. «Si precisa che il presidente Fontana non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo - la spiegazione del Pirellone - Il presidente Fontana ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un'affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti, come il Vicepresidente J.D. Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio, con l'unico obiettivo di garantirne l'incolumità personale».

Ma la valanga era ormai partita, e così ecco che dal Pd arrivava un’interrogazione in Senato, per mano del capogruppo dem a palazzo Madama, Francesco Boccia. «È necessario che il governo, che continua nel suo assordante silenzio, chiarisca una vicenda dai contorni poco chiari e che non può essere liquidata con una rapida battuta del presidente della Lombardia», ha detto Boccia mentre il Pd milanese minacciava proteste di piazza in caso di presenza degli agenti in Italia.

Per il segretario di Azione, Carlo Calenda, «l’Ice non deve mettere piede in Italia» e da Azione Milano è stata lanciata anche una raccolta firme contro la presenza degli agenti che in poche ore ha raggiunto migliaia di adesioni. «Il governo dovrebbe dire a Trump che l'Ice non è gradita in Italia, nemmeno per fare da scorta alla delegazione americana», il commento del segretario di Più Europa, Riccardo Magi - Meloni chiami l'ambasciatore americano e gli dica che l'Ice in Italia non è la benvenuta».

Ma è anche la presenza del cantante Ghali alla cerimonia d’apertura ad accendere le polemiche, con il ministro Abodi che ha spiegato di non condividere il pensiero dell’artista (cioè quello di un genocidio in atto a Gaza, ndr) ma che comunque la sua opinione «non sarà espresso su quel palco». Una «vergognosa censura preventiva» secondo gli esponenti M5S in commissione Cultura. «Spero che Ghali abbia ricevuto delle linee guida sul ruolo che dovrà svolgere», la posizione di Noemi Di Segni, presidente dell’Unione comunità ebraiche in Italia.