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Fine vita

Consulta e legge toscana: svolta sui diritti nel suicidio assistito

Gallo: «Tempi personalizzati e ruolo centrale del Ssn». Cappato: «Subito regole regionali per rendere i diritti effettivi»

16 Gennaio 2026, 08:46

Consulta e legge toscana: svolta sui diritti nel suicidio assistito

La sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale toscana segna un passaggio decisivo nel percorso dei diritti sul fine vita, chiarendo principi che incidono direttamente sull’accesso al suicidio medicalmente assistito. A evidenziarne la portata è stata Filomena Gallo, intervenuta durante un webinar dedicato al tema.

Secondo Gallo, la Corte ha messo un punto fermo su un aspetto centrale: «I tempi nel percorso di accesso al suicidio medicalmente assistito sono essenziali per la tutela dei diritti della persona». I giudici hanno eliminato i termini rigidi previsti dalla legge regionale non perché il fattore tempo non sia rilevante, ma perché «i tempi devono essere congrui, proporzionati e personalizzati, in relazione alle condizioni concrete della persona malata». Un chiarimento che sposta l’attenzione dalla burocrazia standardizzata alla valutazione individuale, riconoscendo la complessità delle situazioni cliniche.

La sentenza ribadisce inoltre che l’intero percorso deve rimanere in capo al Servizio sanitario nazionale e ai servizi sanitari regionali. «Devono garantire la verifica dei requisiti e fornire farmaco e strumenti necessari, facendosi carico dei relativi costi», ha sottolineato Gallo, rimarcando che «il fine vita non può essere lasciato né all’iniziativa privata né alle disuguaglianze territoriali». Un principio che rafforza l’idea di un diritto esigibile, uguale su tutto il territorio.

Altro nodo sciolto dalla Consulta riguarda il ruolo delle Regioni. È stato infatti confermato che gli enti regionali possono legittimamente intervenire per regolare l’organizzazione del servizio sanitario che consente l’accesso al suicidio medicalmente assistito. «La sentenza – ha spiegato Gallo – rappresenta un passaggio rilevante perché chiarisce definitivamente che l’inerzia del legislatore statale non può impedire alle Regioni di rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla giurisprudenza costituzionale».

Sulla stessa linea si è espresso Marco Cappato, che ha annunciato un’immediata iniziativa politica e giuridica. «Già nei prossimi giorni ci attiveremo affinché tutte le Regioni possano accogliere la nostra proposta di legge Liberi Subito e approvino regole precise per garantire concretamente l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria in Italia», ha dichiarato, richiamando i criteri fissati dalla Corte costituzionale, anche con l’ultima decisione sulla legge toscana impugnata dal governo.

L’obiettivo indicato da Cappato è quello di utilizzare «pienamente gli spazi di diritto già aperti in Italia per affermare il diritto all’autodeterminazione alla fine della vita». Un traguardo che, secondo il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, è ancora lontano dall’essere raggiunto nella pratica quotidiana. «Anche là dove i diritti esistono e sono già riconosciuti – ha aggiunto – come il suicidio assistito a determinate condizioni, l’interruzione delle terapie o le disposizioni anticipate di trattamento, spesso rimangono solo sulla carta».