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Risoluzione bipartisan: «Sì a un Iran libero». Ma il M5S si astiene...

Sulla risoluzione contro la repressione iraniana Conte dice no: critiche da maggioranza e Pd, polemica sul ruolo internazionale dell’Italia

15 Gennaio 2026, 08:34

Risoluzione bipartisan: «Sì a un Iran libero». Ma il M5S si astiene...

Iran - Manifestanti filo-governativi in protesta davanti all\'ambasciata britannica a Teheran

«Sosteniamo le proteste, non la guerra per il petrolio». Con questa motivazione il M5S si è astenuto, unico tra tutti i partiti in Parlamento, sulla risoluzione approvata dalla commissione Esteri del Senato che condanna la repressione messa in atto dal regime iraniano per cercare di arginare la ribellione che ormai da quasi tre settimane incendia le strade di Teheran e delle principali città del Paese. Una decisione, quella del leader M5S Giuseppe Conte, che lo stesso ex presidente del Consiglio ha spiegato in prima persona ma che ha mandato su tutte le furie gli altri partiti.

«Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia: ci hanno detto no - ha scritto sui social - Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale, soprattutto ora che si è manifestata la dottrina “Meloni-Tajani” per cui il diritto internazionale vale ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta».

Accuse rispedite al mittente in primis dai partiti di centrodestra, con Fratelli d’Italia che per bocca del capogruppo al Senato Lucio Malan definisce «ingiustificabile» l’astensione dei pentastellati, sottolineando la spaccatura del campo largo. E se per l’azzurra Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri del Senato, la decisione del M5S «lascia anche intravedere una preoccupante inclinazione verso un sistema di alleanze internazionali vicino alle principali autocrazie globali con una spiaccicata vocazione antioccidentale».

Nessun commento, al momento in cui scriviamo, da parte della Lega, mentre il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi ha definito l’astensione M5S «incomprensibile». Ma se le reazioni della maggioranza di governo erano attese, è dal Pd che sono arrivati i commenti più duri rispetto all’astensione unilaterale dei contiani, giudicata «grave» dalla vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente di spicco della minoranza interna dem, Pina Picierno. «Davanti a repressione e violazioni sistematiche dei diritti umani non esistono zone grigie: o con il popolo iraniano o con gli Ayatollah», ha scritto Picierno.

La risposta arriva a stretto giro dal capogruppo M5S in Senato, Stefano Patuanelli. «Il dibattito è molto più serio e complesso di come qualcuno prova a ridurlo: non si può fare politica estera a colpi di slogan o di tweet, né fare i “leoni da tastiera” in Parlamento votando risoluzioni incomplete, che bypassano il diritto internazionale omettendo volontariamente le parti scomode, e poi presentarsi come difensori della democrazia e dei diritti umani», ha detto l’esponente M5S.

Il centrosinistra, pentastellati compresi, si è poi tuttavia ritrovato attorno alla piccola rappresentanza della dissidenza iraniana ospitata per la prima volta in una sede istituzionale, a palazzo Madama, per la conferenza stampa “Dalla parte dei manifestanti iraniani”, su iniziativa del senatore Pd Filippo Sensi, tra i primi del suo partito ad attivarsi per le piazze iraniane in rivolta contro il regime teocratico. Sulla questione iraniana, spiega, «pesano due parole: Trump e Netanyahu», che, evidentemente, «creano problemi a sinistra. Ma il punto è un altro - osserva Sensi - che questa e' una questione di diritti umani prima ancora che di geopolitica e noi non possiamo che essere li', con i ragazzi e le ragazze che sfidano il regime e rischiano il massacro per la libertà».

Invitando poi tutti alla partecipazione alle due manifestazioni che animeranno il weekend: la prima, domani pomeriggio in Campidoglio organizzata dal Pd; la seconda, più grande, sabato mattina con un corteo che arriverà fino a piazzale Ostiense e che, organizzata dal Partito Radicale, sta raccogliendo centinaia di adesioni tra politici, osservatori e addetti ai lavori. Un invito alla partecipazione rilanciato del resto da tutti i presenti alla conferenza stampa: i dem Susanna Camusso, Cecilia D’Elia, Marianna Madia e Piero Fassino, il leader di Più Europa, Riccardo Magi, Ivan Scalfarottodi Iv, la pentastellata Gisella Naturale, il senatore di Avs Tino Magni, Aurora Floridia del gruppo per le Autonomie del Senato, Marco Lombardo di Azione e il presidente del Partito Liberal Democratico, Andrea Marcucci.