Lunedì 12 Gennaio 2026

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Rientro in patria

Trentini e Burlò liberi, Meloni: volo partito da Roma per riportarli a casa

I due connazionali sono in sicurezza all’Ambasciata d’Italia a Caracas dopo mesi di detenzione in Venezuela.

12 Gennaio 2026, 10:31

Trentini e Burlò liberi, Meloni: volo partito da Roma per riportarli a casa

LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

Dopo mesi di attesa e tensione, Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente liberi. I due connazionali si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas e stanno per rientrare in patria a bordo di un aereo di Stato già partito da Roma, che li riporterà in Italia nelle prossime ore.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso «gioia e soddisfazione» per la liberazione, spiegando di aver parlato direttamente con entrambi. «Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa», ha dichiarato. La premier ha poi ringraziato le autorità venezuelane «per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni» e tutte le istituzioni e le persone che in Italia hanno operato «con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato».

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato di aver parlato con i due italiani subito dopo il loro arrivo nella sede diplomatica. «Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Caracas. Li ho appena sentiti e sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia», ha scritto, sottolineando che la loro liberazione rappresenta un segnale significativo nelle relazioni con Caracas.

La vicenda di Alberto Trentini, cooperante umanitario di 46 anni originario del Lido di Venezia, aveva suscitato forte preoccupazione in Italia. Detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali, Trentini aveva alle spalle una lunga esperienza nella cooperazione internazionale, con missioni in Etiopia, Nepal, Libano e Sud America e collaborazioni con diverse organizzazioni non governative impegnate nell’assistenza alle persone più fragili. Al momento dell’arresto stava lavorando per Humanity & Inclusion, organizzazione attiva in numerosi Paesi nell’inclusione sociale e nel supporto alle persone con disabilità.

Dopo essere arrivato a Caracas per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello Stato di Apure, e trasferito nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, noto per sovraffollamento e gravi criticità sul piano dei diritti umani. In quei mesi aveva vissuto in isolamento, con accesso limitato alla luce e all’esercizio fisico, e aveva perso molto peso a causa delle condizioni di detenzione, potendo contare solo sull’assistenza sanitaria garantita tramite l’ambasciata italiana.