Sabato 10 Gennaio 2026

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Dibattito aperto

Ddl antisemitismo, la destra va spedita Il Pd non ci sta e frena

Balboni (Fdi): «Arrivare in fretta a una soluzione». Il dem Giorgi: «Se non vogliono la sintesi lo dicano»

09 Gennaio 2026, 09:05

09:06

Ddl antisemitismo, la destra va spedita Il Pd non ci sta e frena

Graziano Delrio

Da un lato la necessità di «arrivare a una soluzione che sia «la più vicina e la più adeguata possibile», dall’altro la volontà di «approfondire un tema complesso».

È il presidente della “Affari costituzionali” del Senato Alberto Balboni a illustrare al Dubbio i prossimi passi dei ddl sull’antisemitismo incardinati mercoledì in Commissione, dove martedì si concluderanno le audizioni cominciate prima della sessione di Bilancio. Ma è il senatore dem Andrea Giorgis a frenare, polemizzando con l’ipotesi che si proceda con un testo base tra quelli presentati e non con un comitato ristretto che scriva da capo un testo condiviso.

Al momento ai testi del forzista Maurizio Gasparri e del leghista Massimiliano Romeo si è aggiunto quello del dem Graziano Delrio, il cui ddl è stato presentato a titolo personale (ci arriveremo). Nei prossimi giorni saranno presentati anche testi del M5S, di Noi Moderati e un testo ufficiale del Pd.

«Mancano cinque o sei audizioni e quindi settimana prossima concludiamo - spiega Balboni - Poi dovremo decidere come procedere e le strade sono due: o individuare un testo base sul quale i gruppi potranno poi presentare emendamenti per cercare di migliorarlo, oppure istituire un comitato ristretto per cercare un testo condiviso da tutti».

Opzione quest’ultima, però, per cui serve l’unanimità e dunque, aveva detto l’esponente di FdI dopo la riunione di mercoledì, «rischiamo di restare impantanati per mesi». Ma l’importante, dice ora Balboni, «è che su un tema così importante e grave si discuta e lo faremo senza silenziare nessuno». Il presidente della prima commissione lascia poi aperte entrambe le ipotesi di lavoro. «Io vorrei una soluzione concreta - aggiunge - se c’è la volontà di tutti di fare bene e in fretta sono aperto a entrambe le soluzioni, l’importante è che nessuno utilizzi gli strumenti parlamentari per allungare alle calende greche una soluzione che deve essere la più vicina e la più adeguata possibile».

Una celerità che però non è compresa da Giorgis, al quale il capogruppo a palazzo Madama Francesco Boccia ha assegnato il compito di scrivere un testo “ufficiale” del partito, dopo che il ddl Delrio, firmato da una manciata di senatori dem, aveva mandato su tutte le furie il Nazareno perché basato sulla definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per il ricordo dell’Olocausto, non condivisa dai pianti alti del Pd.

«Dalle prime audizioni svolte si è capito che il tema è complesso e che ci sono sensibilità diverse all’interno dello stesso mondo ebraico - ci spiega Giorgis - Un Parlamento responsabile e che non vuole strumentalizzare l’argomento approfondisce e cerca di capire, anche alla luce di quel che capita in altri Paesi, come sia meglio procedere: nei momenti in cui si cercavano soluzioni condivise abbiamo sempre scelto il comitato ristretto, se la maggioranza vuole procedere con il testo base senza cercare una sintesi allora ci dica il perché».

Giorgis lascia dunque intendere che il testo “ufficiale” del Pd non verrà presentato a breve, ma in ogni caso è molto difficile, anche a detta di Balboni, che si arrivi a una soluzione entro il 27 gennaio, giorno della Memoria, come auspicato da Iv e Azione. «È molto difficile perché i tempi sono ristretti, quel che conta è dare un segnale dimostrando che ci stiamo lavorando seriamente - il ragionamento di Balboni - mi auguro che tutti i gruppi percorrano questa strada perché come ha giustamente sottolineato Delrio l’antisemitismo non colpisce solo gli ebrei, ma la democrazia stessa». Anche per questo l’esponente di FdI si augura che la discussione «avvenga nel più breve tempo possibile perché il primo ddl sull’argomento è di due anni fa» e di conseguenza, dice, «se arrivano altri testi ben vengano, ma se non arrivano i gruppi possono sempre presentare emendamenti ai testi già presentati».

Insomma maggioranza e centristi vogliono accelerare, mentre i dem frenano. «Non serve una norma spot ma un’innovazione legislativa efficace che consenta di contrastare meglio il diffondersi di atti e discorsi di odio antisemita», spiega Giorgis. La prossima settimana nuove audizioni in Commissione, poi l’ufficio di Presidenza che deciderà il da farsi.