Lunedì 16 Marzo 2026

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Forza Italia volta pagina, oggi il Consiglio nazionale elegge Tajani presidente

Il ministro degli Esteri guiderà il partito fino al Congresso del 2024

14 Luglio 2023, 17:33

14 Dicembre 2025, 09:06

Forza Italia volta pagina, oggi il Consiglio nazionale elegge Tajani presidente

Da oggi Forza Italia ha un nuovo leader. Passato lo shock per la morte di Silvio Berlusconi, dimenticato il caldo di piazza Duomo e i funerali del fondatore, esaminati i fondi i tre fogli del testamento del Cavaliere, oggi il Consiglio nazionale del partito, per la prima volta in 29 anni, eleggerà un nuovo presidente. Sarà Antonio Tajani, già fedelissimo e vice di Berlusconi, coordinatore nazionale azzurro e attualmente vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri nel governo Meloni.

Sarà eletto “reggente” a porte chiuse dai 213 consiglieri del partito, molto probabilmente all’unanimità, e dovrà traghettare Forza Italia verso il congresso del 2024. Il partito ha diffuso i dettagli tecnici della riunione del Consiglio nazionale, organo di cui fanno parte tutto lo stato maggiore e buona parte degli eletti di Fi. Tutti dovranno essere in regola con il tesseramento dell’anno in corso e, tra questi, figurano i parlamentari nazionali ed europei, i membri del comitato di presidenza, i coordinatori regionali, provinciali e delle grandi città, i sindaci dei Comuni al di sopra dei 50 mila abitanti, i presidenti di Regione, i vice presidenti delle giunte regionali, i presidenti di provincia e i capigruppo regionali.

Comincerà tutto con l’introduzione dello stesso Tajani, che ricorderà a lungo la figura, umana e politica, di Silvio Berlusconi. Poi, al termine del saluto, il consiglio proseguirà a porte chiuse. Come indicato nella lettera di convocazione, saranno 5 i punti all'ordine del giorno: riconoscimento del ruolo di Berlusconi nello Statuto; illustrazione del documento politico programmatico, elaborato durante il Comitato di Presidenza; elezione del presidente ai sensi dell’art. 19, ultimo comma, dello Statuto; elezione dell'amministratore nazionale; elezione del Collegio dei Probiviri.

Dopo l’elezione del presidente seguirà l’intervento del nuovo eletto e del capogruppo del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber. Che oltre a ricordare il suo rapporto personale con Berlusconi e il lavoro del Cavaliere al Parlamento europeo, traccerà probabilmente la linea per le prossime Europee, in vista della possibile alleanza tra il Ppe e i Conservatori di Giorgia Meloni. Spiegherà, insomma, come l’alleanza di governo in Italia potrebbe tradursi in una maggioranza anche in Europa, a patto che Salvini molli Marine Le Pene e i tedeschi dell’Afd, come ricordato più volte dallo stesso Tajani.

Che tuttavia nei prossimi mesi dovrà fare i conti con la minoranza interna al partito. «Cominciamo con Antonio Tajani, che in maniera naturale ricoprirà il ruolo di presidente fino al congresso, e vedremo se d’ora in avanti matureranno delle candidature interne a Forza Italia o di personaggi della società civile sui quali Berlusconi ha sempre puntato, che possano aiutarci a costruire questa via - ha detto il vicepresidente della Camera e parlamentare di Forza Italia, Giorgio Mulè. Può essere chiunque abbia quell’idea, quei valori di libertà, di europeismo, di atlantismo, di garantismo che aveva il presidente Berlusconi: le porte sono aperte a tutti e guai a chiuderle, a fare una selezione di qualsiasi tipo».

Vicinissimo a Tajani invece il capogruppo alla Camera Paolo Barelli. «È un pilastro di questo governo perché ha una straordinaria conoscenza delle questioni internazionali e anche grazie a lui Forza Italia è un punto di riferimento fondamentale dell’esecutivo Meloni ed in Europa - ha spiegato ricordando poi il Cavaliere - Grazie a Berlusconi Forza Italia ha grande appeal perché rappresenta la moderazione, il garantismo e il liberalismo in Italia nel solco del partito popolare europeo di cui Fi è un pilastro e deve continuare a esercitare il proprio ruolo con la regia di Antonio Tajani a partire dal Consiglio nazionale».