Giovedì 05 Marzo 2026

×

L'intervista

«Il diritto internazionale è a pezzi ma senza regole c’è solo il caos»

Parla il professor Paolo Passaglia, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Pisa, dove insegna anche Diritto e geopolitica

05 Marzo 2026, 09:32

«Il diritto internazionale è a pezzi ma senza regole c’è solo il caos»

Paolo Passaglia, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Pisa

Mai come in questo momento, come dimostra il conflitto in Iran, geopolitica e diritto rappresentano un punto di riferimento per comprendere quanto sta accadendo e ricercare soluzioni che non si basino semplicemente sulla ragione del più forte. Il professor Paolo Passaglia, ordinario di Diritto comparato nell’Università di Pisa, dove insegna anche Diritto e geopolitica, ha scritto un interessantissimo libro intitolato «Geopolitica e diritto. Un legame trascurato» (Ed. Franco Angeli). Passaglia evidenzia il rapporto tra le due discipline e giunge ad una conclusione: la geopolitica non può prescindere dai principi che fondano lo Stato di diritto. L’oggetto della geopolitica riguarda la rivalità di poteri su un territorio di dimensioni piccole o grandi. In tale contesto il diritto dovrebbe intervenire, su più livelli, per evitare il caos.

Professor Passaglia, geopolitica e diritto formano un binomio indissolubile?

«Sicuramente danno vita ad un rapporto importante, di mutuo interesse, nel senso che la geopolitica trae dal diritto una serie di elementi che spesso trascura, come evidenzio nel sottotitolo del mio libro. Spesso, i geopolitologi non tengono sufficientemente conto di quanto sia importante il diritto nella ricostruzione di uno scenario geopolitico. Nello stesso modo, i giuristi non sempre considerano il dato geopolitico, che aiuta loro a comprendere una serie di fenomeni. La mia idea è stata quella di far mettere in comunicazione questi due mondi, che spesso si parlano, ma non sempre si ascoltano».

Quale contributo offre il diritto alla geopolitica?

«Il diritto può di sicuro aiutare a comprendere determinati elementi degli scenari geopolitici. Per esempio, è il diritto in fondo che definisce in larga misura quali sono gli attori geopolitici. Perché a livello internazionale è il Capo del governo e non il presidente di una Camera a parlare? Perché c’è un sistema giuridico, con una serie di norme, che attribuiscono una rappresentanza dello Stato a certi soggetti e non ad altri. Già questo basterebbe per dire che il diritto non è un elemento marginale nello scenario geopolitico. Si parla molte volte di insiemi spaziali per definire le zone di rivalità, che insistono su un territorio e che sono alla base della geopolitica. Spesso, è il diritto che definisce tali insiemi spaziali. Spesso, usiamo il concetto di geopolitica come se fosse più o meno, soprattutto nell’ambito anglo-americano, però ormai anche da noi, una versione un po' più cool delle relazioni internazionali. Ovviamente c'è dentro la geopolitica anche il profilo delle relazioni internazionali, però non c’è solo questo. La geopolitica è tutto quello che riguarda una decisione politica, che sia assunta sulla base e in considerazione anche di fattori geografici, con la geografia che incide sulla decisione politica».

Queste sue considerazioni sono collegate agli attuali scenari di guerra mediorientali con ripercussioni su scala mondiale…

«Proprio così. Prendiamo l’esempio dell’Iran. Se affermiamo che la geopolitica coincide con le relazioni internazionali, il pensiero va subito ad Israele e agli Stati Uniti che stanno bombardando l’Iran. Quest’ultimo, a sua volta, sta reagendo e colpisce i Paesi limitrofi. Ci troviamo di fronte ad una dinamica di relazioni internazionali. La geopolitica aggiunge moltissime altre cose, inducendoci ad analizzare il territorio di riferimento e ad inquadrare una serie di tensioni, chiamiamole così per usare un eufemismo, con ripercussioni di vario genere. Vista la posizione dell’Iran e in particolare il suo controllo di fatto dello Stretto di Hormuz, in questo caso l’elemento geografico produrrà conseguenze ben al di là delle semplici relazioni internazionali. Parliamo di ripercussioni sui rapporti con altri Paesi e con altre aree industriali, che, per esempio, hanno bisogno del petrolio i cui flussi vengono bloccati o ridimensionati. Ci sono ripercussioni sul turismo nei territori raggiunti dalle rappresaglie iraniane; c’è un problema di sicurezza nei territori che sono fuori dalla zona iraniana e che interessano pure l’Unione Europea. Pensiamo ai missili che sono arrivati fino a Cipro. La geopolitica, proprio perché fa riferimento alla geografia, è strettamente connessa alle relazioni internazionali, ma ha una visione più ampia».

La geopolitica tiene conto del concetto di rivalità. Portata alle estreme conseguenze, come negli ultimi anni, la rivalità tra Stati ha portato ad una compressione del diritto?

«In alcuni ambiti il diritto non sta svolgendo alcune funzioni che generalmente o auspicabilmente dovrebbe avere rispetto alla geopolitica. Il diritto internazionale, oggi, ha perso gran parte della propria efficacia. Alcuni dei principali attori geopolitici mondiali riconoscono l’inutilità del diritto internazionale, affidandosi alla propria moralità. Nel momento in cui si ragiona di relazioni internazionali sulla base della propria moralità, è chiaro che stiamo dicendo che il diritto è stato messo da parte con tutte le conseguenze che ne derivano. Emerge non solo un problema di violazione del diritto. Oggi, siamo del tutto spiazzati, perché molto spesso ci accorgiamo che il diritto viene semplicemente obliterato».

Lei insegna anche «Diritto e geopolitica». È una materia che fornisce basi molto utili ai giuristi di domani?

«Lo spero. Quest’anno ho anche lanciato una Summer school su “Law and geopolitics”. Ci sono molti iscritti provenienti da tutta Europa e anche dall’Africa. L’idea è cercare di dare un contributo utile a una scienza che considero molto importante. Il giurista non deve restare a guardare la realtà che lo circonda, ma deve di dare un contributo per quello che può. Il diritto conserva una rilevante funzione di testimonianza, di orientamento e di rivendicazione».