L'intervista
ENRICO MORANDO POLITICO
Enrico Morando, presidente di Libertà Uguale e dunque della Sinistra che vota Sì, mette in guardia entrambi i fronti dal considerare «più il contesto politico che il testo della riforma», considera condivisibili i riferimenti di Meloni a «rimanere nel merito» e definisce «perfetto» l’intervento di Mattarella al Csm. «Spero che sia ascoltato - dice - e che questa prima parte brutta di campagna elettorale possa essere sostituita da un confronto nel merito e con rispetto tra i diversi attori».
Presidente Morando, come commenta le parole di Meloni?
Il suggerimento di rimanere al merito che io assolutamente condivido e di solito esprimo con un piccolo gioco di parole che però dà l’idea e cioè che si vota sul testo della riforma non sul contesto politico nel quale la riforma stata approvata dal parlamento. È certamente una indicazione giusta, però va rilevato che il tentativo di portare la discussione sul contesto e non sul testo purtroppo viene fatto sistematicamente da entrambe le parti. E questo è un fatto grave perché ilc cittadino avrebbe diritto a una campagna referendaria fondata sul confronto tra le ragioni del Sì e del No a proposito del testo della riforma, non al fine di mettere al centro il contesto.
Con l'espressione "entrambe le parti" si riferisce al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al procuratore di Napoli Nicola Gratterio aileader di partito?
Quando dico entrambe le parti mi riferisco ai protagonisti fondamentali. Da una parte Schlein che dice questa riforma serve al governo per avere le mani libere e porsi al di sopra della legge. Dall’altra Nordio al corriere che dice che si stupisce di una persona intelligente come Schlein che non capisce che questa riforma gioverebbe anche a loro nel momento in cui andassero al governo. Dicono la stessa cosa, in entrambi i casi clamorosamente sbagliata.
Franceschini ha detto che il referendum è l'unico argine al governo Meloni e anche la maggioranza del Pd è sulla stessa linea, che è quella di Schlein: voi che da sinistra votate Sì, cosa contestate alla segretaria dem?
Schlein attribuisce alla riforma un effetto che in nessun modo può essere dedotto dalla lettura della riforma. Al contrario l’indipendenza della magistratura nel suo complesso e di quella giudicante e requirente anche separatamente, non solo non viene minacciata dalla riforma saper quella che riguarda d’autonomia e indipendenza di quella requirente viene rafforzata. Quindi l’ipotesi che fa la segretaria dem circa l’effetto della riforma dice che la magistratura viene messo sotto scacco dalla politica ma è completamente falsa.
Prima però ha citato Nordio, e la tessa maggioranza sembra far riferimento ogni voltaalla questione sicurezza come se c'entrasse qualcosa con il referendum: quindi gli errori sono da entrambe le parti?
Paradossalmente l’affermazione di Schlein viene avvalorata dall’intervento del ministro. La riforma serve al cittadino per avere un processo giusto, non a Schlein quando dovesse andare al governo. Insomma, entrambi confondono le idee al cittadino e sono queste le posizioni che non fanno bene alla campagna. La riforma costituzionale non dà luogo in nessun modo a nessuna delle due tesi. E non è una questione di toni ma di questioni politiche di fondo.
A proposito di toni: come giudica l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al plenum del Csm?
Come al solito l’intervento di Mattarella è stato letteralmente perfetto, molto utile e spero che sia ascoltato. Mi auguro che questa prima parte brutta di campagna elettorale possa essere sostituita da un confronto nel merito e con rispetto tra i diversi attori. Quindi benissimo Mattarella ma ora tocca a noi. Per quello che mi riguarda come presidente di LibertàEguale ci siamo sempre attenuti a questo principio e non abbiamo mai privilegiato il contesto rispetto al testo. Continueremo ostinatamente a farlo anche se molti ci prendono per ingenui perché pensano che sia impossibile condurre con i cittadini un confronto nel merito. La “pancia” esiste ma quando si discute di costituzione la regola è mettere in evidenza i fattori generale che riguardano la civile convivenza tra i cittadini e non lo scontro tra questa p quella parte politica.
I comitati del No accusano la sinistra che vota Sì di non considerare possibili pulsioni autoritarie della destra: cosa risponde?
Nel giorno in cui si sviluppasse un’offensiva in questo senso della destra volto a determinare soluto autoritarie nel rapporto tra politica e poteri di controllo e magistratura bisogna porsi una domanda semplice: per resistere a questo tentativo futuro ed eventuale la riforma fornisce armi a chi vuole realizzato o chi vorrò contrastarlo, ad esempio noi di sinistra? Questa riforma rafforza l’autonomia della magistratura e dunque sarà una formidabile arma in mano a chi vorrà impedire che queste pulsioni autoritarie arrivino a compimento.
Eppure il campo largo gioca sul No per dare una spallata a Meloni, sperando nelle dimissioni o comunque in un passo falso della maggioranza: è possibile?
Avremo modo di discutere dei rapporto tra opposizione e governo e di fare iniziative per mandare a casa Meloni e sostituirlo con un governo migliore ma con il referendum questo non si ottiene. La Costituzione è destinata a durare, il contesto politico è per natura modificabile perché possono accadere eventi che determinano modificazioni del contesto anche molto repentine.