Sabato 14 Febbraio 2026

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«Dico sì al referendum per Vassalli. Da Gratteri solo insulti, che orrore i video del No...»

Parla Anna Paola Concia, ex parlamentare dem: «Questa riforma completa il percorso che ha portato il processo da inquisitorio ad accusatorio»

13 Febbraio 2026, 17:38

«Dico sì al referendum per Vassalli. Da Gratteri solo insulti, che orrore i video del No...»

Anna Paola Concia è stata per anni parlamentare del Pd, e pur vivendo stabilmente in Germania va e viene dall’Italia per la campagna referendaria: «Non facevo politica attiva da dieci anni e il clima di questa campagna mi disgusta - dice - Gratteri non si permetta di insultare milioni di italiani».

Il procuratore Gratteri ha detto che voteranno per il Sì indagati, imputati, massoni e quant’altro: che ne pensa?

Io mi chiedo come si permetta Gratteri di insultare in questo modo milioni di italiani. Lui è il front man del No al referendum, è un autorevole procuratore della Repubblica che tranquillamente, pensando di potersi permettere qualsiasi cosa ed evidentemente se la può permettere, dice cose di questo genere. Come è possibile che questo fronte del No l’unica cosa che sa fare è riempire di insulti chi vota Sì? Ci hanno dato dei fascisti, dei mafiosi, mi chiedo come sia possibile.

Si aspettava una campagna elettorale del genere?

Erano dieci anni che non partecipavo attivamente a una campagna elettorale. Sono sconcertata del livello di questa campagna e dei comitati del No. Nella mia vita non mi era mai capitato di essere insolentita a questi livelli per un referendum, neanche per le Politiche. Cioè per aver preso posizione su un referendum previsto dalla Costituzione all’articolo 138. E lo dico anche alle più alte cariche dello Stato: troviamo un modo di far tornare questa competizione referendaria nei binari della civiltà.

Non penso che ce o si poteva aspettare, vista l’estrema polarizzazione del dibattito pubblico, anche internazionale?

Questi toni sono totalmente inaccettabili in una democrazia liberale. E poi facciamo gli indignati per quel “mostro” di Trump. Ci offendiamoci e indigniamo per i suoi toni e poi ricondividiamo i post di Gratteri…Che è il primo che dovrebbe essere e non solo apparire imparziale. Mi chiedo se a un certo punto non serva un richiamo generale al rispetto delle norme minime di democrazia e convivenza civile.

Poi c’è la comunicazione di partito, come quella del Pd che ha fatto una gaffe usando gli atleti del curling: superficialità o strategia?

Essendo stata per trent’anni dentro partiti di sinistra e centrosinistra consiglierei di cambiare il responsabile della comunicazione. Prima il collegamento tra chi vota Sì e Casapound, dimenticando che anche Schlein votò come Casapound nel 2016, poi lo scivolone con il video degli atleti del curling. Oltre a essere una strategia stupida, come puoi impossessarti di immagini di atleti italiani medagliati come se fossero parte della campagna? Il Pd è un partito che è stato il mio partito per anni e si candida giustamente e legittimamente a governare il Paese. Sono basita.

Perché il Sì alla riforma è un voto di sinistra?

Perché questa riforma fa parte del percorso che ha portato il processo da inquisitorio ad accusatorio grazie a Giuliano Vassalli e a un percorso completamente nuovo del processo in cui le due parti stanno sullo stesso piano, a garanzia del cittadino comune. Lo stesso Vassalli diceva che per chiudere del tutto con il codice Rocco serviva la separazione delle carriere. Sono trent’anni che sono favorevole perché c’è una cultura giuridica a sinistra che mi fa ritrovare accanto a giganti come Augusto Barbera.

Eppure vi accusano di votare come la destra…

Per carità…Noi vogliamo rompere la dipendenza del Csm dalle correnti, e infatti quel che dà più fastidio al No è la fine dello strapotere dell’Anm grazie al sorteggio. Oggi tanti magistrati si stanno svegliando e con coraggio ma anche paura annunciano il loro Sì nel tentativo di liberarsi dalle correnti. È incredibile come noi del Sì siamo più fiduciosi nei confronti dei magistrati rispetto ai comitati del No che temono che “chiunque possa essere sorteggiato”. Mi pare buffo che i magistrati stessi non abbiano fiducia nei loro colleghi.

Crede che la questione giustizia possa essere la goccia che fa traboccare il vaso nel rapporto tra Schlein e riformisti?

Potrebbe essere. Non mi auguro mai che ci siano delle scissioni perché auspico che nei partiti, soprattutto in uno che si chiama democratico, si possa discutere e tendo a preferire il dialogo e perché no anche il conflitto che poi va ricomposto. Ma mi pare che questa volontà di discutere non ci sia. Si ricevono solo aut aut con Schlein che in sostanza ha detto che la linea del partito è una e chi non è d’accordo deve adeguarsi.

Dunque si può arrivare alla scissione?

Io non me ne sono mai andata da nessun partito in cui ero, a differenza ad esempio di Renzi, Bersani e la stessa Schlein e quindi legittimamente posso dire quel che penso. A sinistra siamo campioni del mondo di scissioni ma non la auspico. Certo guardando quello che accade mi rendo conto che non sarebbe poi così assurdo che una parte certo minoritaria del partito se ne vada anche a causa della posizione del Pd sulla giustizia. E forse nel Pd attuale sarebbero più contenti se rimanessero “pochi ma buoni”.

Altro tema è la politica estera: si arriverà a un chiarimento con M5S e Avs?

Un esponente importante dei riformisti come Guerini insiste sul fatto che forse servono chiarimenti programmatici con gli alleati prima delle Politiche 2027, senza aspettare l’ultimo momento. Guerini sa benissimo che oltre al referendum la politica estera è un altro di quei temi che crea enormi distanze dentro al Pd e tra Pd e alleati. Ma non solo. Io mi occupo di rapporti economici tra Italia e Germania e una domanda che mi pongo è cosa pensa il Pd di questo nuovo patto, per me necessario, tra Roma e Berlino. Schlein e il Pd che ne pensano? Su questo, come su altri temi, servirebbe molta più chiarezza.