Mercoledì 28 Gennaio 2026

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«Gli agenti dell'Ice come squadroni della morte che terrorizzano la popolazione»

Parla James Cook, avvocato di Minneapolis che difende decine di persone catturate in strada o prelevate a casa

26 Gennaio 2026, 18:48

27 Gennaio 2026, 11:46

«Gli agenti dell'Ice come squadroni della morte che terrorizzano la popolazione»

«Sono onorato di poter parlare con il giornale dei miei colleghi italiani», esordisce James Cook. L’avvocato di Minneapolis offre assistenza legale a decine di persone catturate in strada o prelevate da casa dagli agenti dell’Ice (Immigration and customs enforcement) e del Border Patrol da quando è partito il massiccio piano di contrasto all’immigrazione clandestina dell’amministrazione Trump. Le ultime settimane per Cook sono state particolarmente impegnative nella città in cui sono stati uccisi Renee Good e Alex Pretti. Poche ore a casa. Le giornate trascorrono facendo la spola tra lo studio legale e il centro di detenzione dell’Ice, dove vengono trasferite le persone arrestate dalla polizia dell’immigrazione. Siamo riusciti a parlare con Cook in una breve pausa tra un colloquio con alcune persone che gli hanno chiesto aiuto e lo studio di una mole di documenti riguardanti uno dei tanti casi che segue.

Avvocato Cook, la tensione è sempre più alta a Minneapolis?

«Purtroppo, come sapete, c’è stato un altro morto e questo episodio non fa che aumentare la rabbia dei cittadini. Spero che tutta questa violenza si plachi, ma temo che possa succedere di nuovo qualcosa di molto grave. Non vi nascondo la mia preoccupazione. Quando le persone vengono prelevate con le modalità alle quali stiamo assistendo, ci si dimentica dei diritti garantiti dal Primo emendamento. Stiamo assistendo ad una serie di violazioni costituzionali».

L’amministrazione Trump sta tollerando la violenza di Stato?

«Temo proprio di sì. Lo dimostrano chiaramente le immagini diffuse in tutto il mondo. Gli agenti coinvolti nell’episodio più grave non avevano bisogno di uccidere Alex Pretti. Credo che il governo abbia provato a mentire su quanto accaduto pochi giorni fa. La morte di Alex doveva essere evitata».

Qualcuno ha detto che l’Ice è diventato uno “squadrone della morte”. Cosa ne pensa?

«Più o meno è così. Gli agenti dell’Ice si muovono nella città incutendo timore tra la popolazione. Nel loro cammino lasciano una scia di distruzione. Ho ricevuto molte richieste di assistenza legale da persone che hanno subito violenze gratuite dall’Ice. Fatti che non hanno avuto nessuna motivazione legale».

Che tipo di assistenza fornisce?

«Prima di tutto, difendo i manifestanti che protestano contro l’Ice e alcune famiglie di persone che sono state uccise dall’Immigration and customs enforcement. Assisto pure i familiari di vittime di crimini violenti. Li rappresento pro bono. Inoltre, assisto alcuni immigrati che hanno bisogno di asilo o che hanno bisogno di completare il loro percorso per accedere alla cittadinanza. Cerco di aiutarli, avvalendomi della legge, per evitare che vengano espulsi. Un altro aspetto del mio lavoro riguarda l’assistenza in favore delle persone che allertano la cittadinanza in merito alla presenza nelle strade degli agenti dell’Ice».

Quali sono le sfide legali più impegnative in materia di immigrazione, soprattutto in questo momento in cui la violenza è aumentata?

«Il problema maggiore, a mio avviso, riguarda la linea adottata dal governo, che non sta seguendo quanto previsto dalla nostra Costituzione. Le persone che affrontano procedimenti in materia di immigrazione non vengono processate nel rispetto delle garanzie che dovrebbero essere loro riconosciute. In questo modo si rende più facile e veloce l’espulsione dagli Stati Uniti. Questo è un grande problema. Le autorità sono concentrate ad agire in particolare nei confronti dei somali e delle persone che provengono dal Sud America».

Stiamo assistendo ad una deriva autoritaria con Trump? Quali sono i rischi che corrono gli Stati Uniti?

«Va precisato che il governo locale, almeno qui a Minneapolis, ha un orientamento molto anti-Trump e contro la sua amministrazione. Quello che l’amministrazione Trump sta facendo con il supporto dell’Ice non ci piace, così come non ci piace l’approccio nella politica estera, dato che si cerca un pretesto per attaccare la Groenlandia e il Canada. Tra l’altro in Minnesota, per questioni geografiche, ci sentiamo molto vicini al Canada. Non ci piace come Trump ha insultato tutti i leader del mondo anche di recente, in occasione della conferenza di Davos. Il momento è complicato, soprattutto a Minneapolis, come potete vedere in televisione, ma quanto sta accadendo non riflette il vero carattere di noi statunitensi».

Il sogno americano è svanito?

«Penso di sì. Tante cose sono cambiate. La situazione non è più come una volta. È sotto gli occhi di tutto quanto sta facendo questa amministrazione. Penso all’aumento dei dazi, non necessario. I prezzi di tanti prodotti sono aumentati tantissimo, come quelli delle case. Le proteste contro l’Ice sono un aspetto delle preoccupazioni e del malessere che stiamo vivendo».