Domenica 04 Gennaio 2026

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L'intervista

Storace: «Alemanno sta pagando la sua passione politica»

L’ex governatore del Lazio attacca magistratura e politica: «Una telefonata al Quirinale si poteva fare»

03 Gennaio 2026, 12:31

Storace: «Alemanno sta pagando la sua passione politica»

Francesco Storace

«Gianni Alemanno paga la sua passione politica e il fatto di non aver mai dimenticato il Msi. Contro di lui un accanimento mostruoso. Freddezza da FdI per lui? No, in molti lo sono andati a trovare, ma a destra è complicato immaginare provvedimenti di clemenza... magari una telefonata al Quirinale potevano farla. Ma mi sarei aspettato anche la grazia motu proprio da Mattarella». Parla Francesco Storace, molto vicino al leader della destra sociale, ex presidente del Lazio, ministro di Silvio Berlusconi, oggi editorialista di Libero Quotidiano e opinionista tv.

Lei, Storace, è andato a Rebibbia a trovare l'amico di una vita, dai tempi del Msi, ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sperando sommessamente, come dice in un video su X, che possa uscire dal carcere prima di giugno, quando avrà terminato di scontare la pena comminatagli dai giudici. Come lo ha trovato dopo un anno che è ormai a Rebibbia?

Sul piano morale non è affatto come ci si attenderebbe in una galera. L’uomo ha un grande senso di dignità. Alemanno sta espiando una pena che fa domandare a più d’uno il perché di tanto accanimento, ma non mette in mostra un’amarezza che potrebbe anche essere naturale.

Come si spiega quello che lei chiama il “calvario” di Alemanno, arrestato un anno fa, proprio l’ultimo dell'anno? Una data di festeggiamenti, po’ ad effetto…

Semplicemente non si spiega. Io vedo questa storia come un accanimento mostruoso. Paga la sua passione politica, quelle “violazioni” delle prescrizioni non avvenivano per andarsi a divertire, ma faceva comizi. Con lui è diventato un reato…

Eppure, l'ex sindaco di Roma, anche ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi, per cui lei lo è stato per la Sanità, recluso per non aver rispettato i suoi obblighi per i servizi sociali, in seguito a una condanna per traffico illecito di influenze, dopo essere stato assolto per il ben più grave reato relativo alla cosiddetta inchiesta “Mafia capitale”, non è un pericoloso sovversivo, con relativo pericolo di fuga. Perché questo accanimento fino a non concedergli neppure gli arresti domiciliari?

Non è una domanda da rivolgere a me, potrei rispondere in modi poco urbani, sono davvero stupito di quello che gli hanno imputato. Erano appunto partiti con la mafia, ma che roba…

Pensa che la sua colpa in realtà, che lo rende diverso dagli altri, applicando due pesi e due misure, sia quella di essere un uomo di destra? Di aver sempre rivendicato la sua appartenenza al Msi, di cui in questi giorni si è ricordato l'anniversario della costituzione con Giorgio Almirante?

Non lo so, ma il dubbio ce l’ho in testa da sempre. Alemanno è rimasto integro e i valori coltivati nel Msi li ha fatti crescere con sé, come è successo per tutti noi. Vederlo in Campidoglio lo ha fatto considerare come un usurpatore di cui bisognava liberarsi a tutti i costi, con tutti i modi.

Insomma, totalitarismo per totalitarismo, il Pci, seppur in Italia non ci sia stato un regime comunista, ma legato ai finanziamenti sovietici, “sdoganato”, il Msi invece nei fatti, nonostante la svolta di Fiuggi, ancora no?

Ormai è una moda imposta dalla cultura dominante di certa sinistra. Negano persino il terrorismo rosso come espressione - estrema - del comunismo italiano. Perché, da dove venivano le Brigate rosse? Qual era la loro radice…?

Perché certa freddezza di FdI per Alemanno?

Veramente so di diversi parlamentari che sono andati a trovarlo, non credo che ci sia questa freddezza. Semmai c’è un problema politico: a destra è complicato immaginare provvedimenti di clemenza. Magari una telefonata al Capo dello Stato si poteva farla…

Lei, voce quasi unica dell'area di centrodestra, ha apertamente criticato la grazia da parte del Capo dello Stato a un ex scafista. Conferma quella critica e perché?

Semplicemente ho visto una disparità di trattamento: eppure credo che Sergio Mattarella rispetti Alemanno e sa che persona è. Il provvedimento di grazia me lo sarei aspettato anche motu proprio, senza bisogno della domanda. E invece…