Giovedì 12 Marzo 2026

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Ora Draghi "arruoli" l'Europa contro il dittatore Erdogan

L'uscita del premier italiano contro il dittatore turco potrebbe peggiorare la situazione dei dissidenti se non fosse supportata dalla Ue

09 Aprile 2021, 19:37

13 Dicembre 2025, 08:10

Ora Draghi "arruoli" l'Europa contro il dittatore Erdogan
Il presidente Draghi ha scoperto il potere seduttivo e insidioso della comunicazione. Criticato per i suoi lunghi silenzi e per la sua scarsa considerazione nei confronti dei giornalisti o forse per rimediare alle critiche piovute dopo la sua visita in Libia, l’ex capo della Bce ha sfoderato il suo "sorriso più bello" affrontando tutti, ma proprio tutti, i temi sul tavolo della politica. Ma l'impressione è che per un paio di volte la situazione possa essergli sfuggita di mano. A cominciare dalla frase sul “dittatore Erdogan” che ha lasciato noi tutti stupiti: divisi tra la soddisfazione di avere un premier così deciso e coraggioso e la netta sensazione che si trattasse di una uscita non “concordata” con la diplomazia europea sottovalutando, o meglio, non valutando a fondo conseguenze e strascichi di quelle parole.Ora, chiariamoci subito: sono anni che questo giornale conduce una campagna molto critica nei confronti del presidente Erdogan. Decine di avvocati, giornalisti e magistrati sono imprigionati nelle celle turche a causa delle loro idee politiche perché Erdogan, come ogni dittatore, non tollera il dissenso. Ma la comunicazione politica è un brutta bestia e a questo punto Draghi ha solo una strada per uscire da una situazione delicata: diventare “primo firmatario” di una “mozione” europea contro il dittatore turco. Perché se invece - e come temiamo - le nostre diplomazie avessero ricevuto l'ordine di ricucire e scusarsi, beh l'effetto non voluto della frase di Draghi sarebbe quello di rafforzare il dittatore Erdogan. E questa sarebbe una vera e propria disgrazia, soprattutto per chi è rinchiuso in quelle celle.