La scoperta
Aldo Moro
Nei nuovi documenti desecretati sul caso Moro riemerge un dettaglio che torna ad alimentare interrogativi: quello delle vecchie banconote da 500 lire con la dicitura “Repubblica italiana”. Un elemento richiamato in una lettera del 2016 dall’allora deputato del Pd Gero Grassi, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro.
All’epoca, a Palazzo Chigi c’era il governo Gentiloni e al Ministero dell’Economia sedeva Pier Carlo Padoan. Proprio dieci anni fa, Grassi scrisse al presidente della Commissione Moro, Giuseppe Fioroni, chiedendo di inoltrare una richiesta formale al ministro dell’Economia per chiarire le ragioni di quella scelta.
Nel testo, oggi riemerso tra i file desecretati sulla strage di via Fani, Grassi chiedeva di «conoscere le motivazioni per le quali, con legge n. 171 del 31 marzo 1966, durante il governo Moro, fu emessa, in due esemplari, la banconota da 500 lire con la dicitura “Repubblica italiana” e non con “Banca d’Italia” come tradizionalmente avveniva».
Il punto sollevato dall’ex parlamentare riguarda quindi un cambio di dicitura ritenuto anomalo rispetto alla prassi seguita per le emissioni monetarie.
Nella stessa lettera, Grassi richiamava anche un precedente statunitense, citando il presidente John Fitzgerald Kennedy. «Lo scrivente fa presente che analogamente il presidente Usa, John Kennedy, con ordine esecutivo n.11110, fece emettere, durante il suo mandato e prima del governo Moro, banconota da 2 dollari, direttamente dallo Stato e non dalla Banca centrale-Federal Reserve», si legge nel documento.
Si tratta di un accostamento riportato nella richiesta di allora, che viene riproposto come parte del materiale desecretato. Resta però, allo stato, il contenuto di una iniziativa parlamentare e non una conclusione accertata dalla Commissione.
Interpellato sulla vicenda, Grassi riferisce che su quella richiesta non sarebbe mai arrivato un chiarimento. «Bankitalia non ha mai risposto, resta quindi il giallo sulle motivazioni di questo cambio di dicitura», afferma.
Poi aggiunge: «Ho citato l’analogo caso Usa perché fa specie che sia Moro che Kennedy siano stati uccisi». Un’osservazione che resta confinata alla valutazione personale dell’ex deputato e che, nei documenti richiamati, non viene accompagnata da ulteriori elementi di riscontro.