Domenica 22 Febbraio 2026

×

Tragedia a Napoli

Muore il bimbo trapiantato al Monaldi: «Peggioramento improvviso e irreversibile»

L’Ospedale dei Colli annuncia il decesso avvenuto sabato 21 febbraio 2026. Il piccolo era stato trapiantato il 23 dicembre 2025: la famiglia aveva avviato la pianificazione condivisa delle cure

21 Febbraio 2026, 09:41

Muore il bimbo trapiantato al Monaldi: «Peggioramento improvviso e irreversibile»

«Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche». È il passaggio centrale della nota diffusa dall’Ospedale dei Colli, che aggiunge: «La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore».

Il trapianto del 23 dicembre e l’organo arrivato danneggiato

La vicenda del piccolo, ricoverato al Monaldi, era iniziata con il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025. Nei giorni e nelle settimane successive, secondo quanto riportato nei testi precedenti, l’organo trapiantato era stato ritenuto irrimediabilmente danneggiato al momento dell’arrivo a Napoli, aprendo interrogativi e accertamenti su cosa fosse accaduto lungo la catena di espianto, trasporto e intervento.

Il parere dell’Heart Team e l’impossibilità di un nuovo trapianto

Nei giorni scorsi era arrivata la valutazione dell’Heart Team del Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera dei Colli, allargato a specialisti pediatrici: per i medici il bambino non era più nelle condizioni di essere sottoposto a un nuovo trapianto, dopo quello tentato a dicembre.

La scelta della famiglia: la pianificazione condivisa delle cure

In questo quadro, la famiglia aveva chiesto l’avvio della Pianificazione condivisa delle cure (Pcc), descritta come il percorso volto a evitare l’accanimento terapeutico e a spostare l’intervento clinico sull’alleviamento delle sofferenze e sull’accompagnamento nel fine vita. La richiesta era stata formalizzata, secondo quanto riferito, e accettata dall’ospedale, con la previsione di un primo accesso per pianificare il percorso.

Le indagini: Napoli e il fascicolo parallelo a Bolzano

Parallelamente, proseguivano le indagini. Nei testi precedenti si dava conto dell’inchiesta della Procura di Napoli, con l’ipotesi di lesioni colpose gravissime e sei indagati tra medici e paramedici dell’équipe coinvolta nell’espianto, nel trasporto dell’organo e nel trapianto. Veniva inoltre richiamato un fascicolo “parallelo” avviato a Bolzano a carico di ignoti, nato dopo un esposto presentato il 13 febbraio da un’associazione privata, con contatti tra le due Procure per ricostruire i passaggi della vicenda.

Nei resoconti si parlava anche della ricostruzione interna e di un punto tecnico ritenuto decisivo: l’ipotesi di un errore nella gestione del ghiaccio all’interno del box di trasporto, con l’utilizzo di ghiaccio secco invece di ghiaccio d’acqua, circostanza indicata come potenzialmente fatale per la conservazione dell’organo.