Giovedì 09 Aprile 2026

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Inchiesta su Hamas

Caso Hannoun, arresti annullati ma i quattro indagati rimangono in carcere

La Cassazione rinvia al Riesame la valutazione sulle misure cautelare applicate per il presunto finanziamento all'organizzazione terroristica palestinese

09 Aprile 2026, 08:48

Hannoun, i legali contro i materiali di intelligence

Hannoun

Nel caso Hannoun la decisione della Cassazione cambia il quadro cautelare, ma non produce per ora effetti immediati sulla libertà degli indagati. La Suprema Corte ha infatti annullato l’arresto con rinvio nei confronti di Mohammad Hannoun, presidente dei palestinesi in Italia, e di Ràed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, arrestati con l’accusa di avere finanziato Hamas. Ma l’annullamento non comporta una scarcerazione automatica: i quattro restano in carcere in attesa che il tribunale del Riesame rivaluti la vicenda.

Il punto decisivo è proprio questo. La Cassazione non ha chiuso il caso, ma ha rimesso gli atti a un nuovo esame da parte dei giudici di merito. I dettagli del provvedimento non sono ancora noti, ma la decisione viene letta dalla difesa come un segnale importante su uno dei nodi centrali dell’inchiesta: la configurabilità del reato associativo contestato e la tenuta del materiale probatorio utilizzato dalla Procura di Genova.

La Cassazione annulla con rinvio gli arresti

La Suprema Corte ha disposto l’annullamento con rinvio del provvedimento cautelare, lasciando quindi al Riesame il compito di tornare a pronunciarsi sulle posizioni dei quattro indagati. Questo significa che il giudizio della Cassazione non si traduce, almeno per il momento, in una liberazione immediata, ma impone una nuova valutazione della misura cautelare.

Nello stesso contesto, la decisione riguarda anche il percorso già seguito dal Riesame e dalla procura generale su alcuni aspetti del fascicolo. Secondo quanto emerge, è probabile che la Cassazione abbia ritenuto inutilizzabili i file israeliani richiamati dalla Procura di Genova come fonte di prova, un materiale che era già stato contestato nelle precedenti fasi del procedimento.

I quattro indagati restano in carcere

Nonostante l’annullamento, Hannoun, Dawoud, Elasaly e Albunstanji restano dunque detenuti fino al nuovo pronunciamento del tribunale del Riesame. È un passaggio tecnico ma essenziale, perché chiarisce che il provvedimento della Cassazione non svuota in automatico la misura cautelare già eseguita.

La posizione dei quattro resta quindi sospesa a una nuova decisione del tribunale, chiamato ora a rileggere l’impianto accusatorio alla luce di quanto stabilito dalla Suprema Corte.

La difesa: “Va rivalutato il nodo del 270 bis”

Dopo la pronuncia della Cassazione, l’avvocato Fabio Sommovigo, difensore di Mohammad Hannoun insieme a Dario Rossi ed Emanuele Tambuscio, ha indicato quello che considera il cuore del problema giuridico. «Visto che il provvedimento riguarda tutti, sembra evidente che i giudici della Corte di Cassazione abbiano ascoltato e immagino accolto il tema di fondo posto da me e dagli altri difensori, cioè è configurabile in questo caso il 270 bis?».

Il riferimento è all’articolo che punisce l’associazione con finalità di terrorismo. È su questo terreno che la difesa ritiene si giochi la partita principale: capire se, alla luce dei fatti contestati, sia davvero sostenibile l’imputazione associativa legata al presunto finanziamento di Hamas.

Il punto centrale dell’inchiesta

La decisione della Cassazione, proprio perché riguarda tutti gli indagati rimasti coinvolti in questa fase, viene interpretata dai legali come un segnale di attenzione verso la questione di fondo: non solo la tenuta della prova, ma anche la corretta qualificazione giuridica delle condotte contestate.

La nota del collegio difensivo

In una nota, il collegio difensivo ha espresso soddisfazione per la decisione della quinta sezione della Cassazione. I legali sottolineano che la Corte ha annullato con rinvio la decisione del tribunale di Genova che aveva confermato gli arresti, dichiarando allo stesso tempo inammissibile il ricorso della Procura di Genova nei confronti di Raed El Salahat e Khalil Abu Deiah, già scarcerati dal Riesame.

Secondo gli avvocati, in attesa delle motivazioni, appare evidente che il tribunale dovrà riconsiderare le posizioni degli indagati, per i quali sarebbe stato provato soltanto «l’invio a Gaza di aiuti alimentari e di denaro destinato ad attività umanitarie di sostegno alla popolazione civile».

Il nodo dei documenti trasmessi dai servizi israeliani

Un altro passaggio ritenuto decisivo dalla difesa riguarda i documenti provenienti dai servizi segreti israeliani. I legali evidenziano infatti come la Cassazione abbia dichiarato inammissibile il ricorso della Procura diretto a far entrare nel procedimento quei documenti, già esclusi in precedenza dal Riesame.