Lunedì 06 Aprile 2026

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I penalisti romani “preparano” il congresso straordinario

La Camera penale si interroga dopo il No: «L’Anm è stata ovunque, noi forse ci siamo limitati ai selfie...»

06 Aprile 2026, 16:43

I penalisti romani “preparano” il congresso straordinario

Un «congresso straordinario» o «altra forma di confronto» da tenersi a Roma e prima dell’estate «per sviluppare una riflessione condivisa sulle prospettive future dell’azione politica» dell’Ucpi: è quanto deliberato giovedì scorso dalla Camera penale di Roma dopo un incontro tenutosi per fare il punto dopo la sconfitta al referendum.

Come ci spiega il presidente Giuseppe Belcastro, «è stata un’assemblea molto partecipata. Tre ore di dibattito autentico per una comunità che percepisce il peso della sconfitta referendaria, ma non lo teme e anzi ne trae stimolo per guardare avanti e rimettere in agenda i temi dello statuto; non ultima, la riforma della giustizia che una fetta consistente dell’elettorato ha chiesto nitidamente». La Camera penale più grande d’Italia, «anche grazie alla voce unanime dei past president presenti, ha rinnovato la sua fiducia alla giunta dell’Ucpi e al presidente Petrelli, nostro socio e amico», e ha chiesto un momento di confronto aperto «per serrare i ranghi e ripartire con lo slancio che i temi sul tavolo richiedono. Siamo penalisti: nessuno creda che una sconfitta possa fermare il nostro cammino. Lo sanno i nostri clienti, lo sanno i magistrati, è tempo che lo sappia anche la collettività», conclude Belcastro.

Idem per l’avvocato Luana Granozio: «Il referendum ci ha rafforzato come comunità, per continuare sui nostri temi che si sono dimostrati imprescindibili, sentiamo la necessità di darci nuovi obiettivi ragionando insieme». Stesso spirito avvertito da Alice Poeta: «Ho percepito una avvocatura unita e capace di analisi (e autoanalisi), nonché desiderosa di partecipare al dibattito pubblico in modo propositivo. Per fare questo è stata manifestata sostanzialmente in tutti gli interventi un’esigenza di confronto interno e esterno il prima possibile, per cui la necessità di un congresso straordinario». Proprio il suo dominus, Renato Borzone, già presidente della Cp romana, aveva detto durante l’assemblea: «È stato fatto il possibile per vincere. Il tema ora non è tanto prendere in esame gli errori fatti ma riflettere tra di noi in modo sensato». Tra le cose non andate bene per Borzone c’è «l’agenzia a cui ci siamo affidati che non è stata evidentemente efficace», a differenza di Proforma che ha lavorato per Anm. Tuttavia, «l’Italia è un Paese di cultura illiberale, forse più a sinistra che a destra». Per questo «abbiamo perso una nostra battaglia identitaria», prodromica a tutte le iniziative sui diritti per Borzone, per cui «non si può far finta di nulla ma senza mettere sotto processo qualcuno. Da qui la necessità imprescindibile di un congresso straordinario. Sono curioso di ascoltare quello che diranno i vecchi presidenti dell’Ucpi, cosa diranno anche le Camere penali del sud, visto l’esito del referendum in quelle regioni».

Abbiamo chiesto anche alle altre due grandi Camere penali di Milano e Napoli se sono d’accordo sul congresso straordinario, ma aspettano di sentire cosa dirà Petrelli alla riunione con tutti i 129 presidenti che si terrà il 18 aprile. Comunque ha concluso Borzone: «Do per scontato che al Congresso ci saranno anche critiche, o interventi di retropensiero pensando alle cariche associative, ma non è questo il mio pensiero». E non ha torto Borzone, perché in realtà continuano a serpeggiare malumori ma sempre off: «Noi pensavamo, tra i vari errori commessi, di giocare facile come quando abbiamo raccolto le 75mila firme per la pdl di iniziativa popolare ma portare le persone a votare Sì è tutta un’altra storia», ci dice un avvocato. E un altro ancora: «Io vedevo le bacheche Facebook dei magistrati zeppe di foto con teatri, bar, librerie, pieni di persone. L’Anm ha fatto 3200 incontri organizzati da loro. E noi? Sarei curioso di avere un report in tal senso perché a me pare che noi ci siamo limitati a volantinare ai mercati e a farci selfie ai banchetti. Minimo sforzo e risultato quindi deludente».

Qualcuno si chiede poi: «Ma siamo sicuri che i colleghi che hanno detto di votare Sì poi lo abbiano effettivamente fatto? A me sembra che non siamo tanto diversi da Anm, con nostre correnti all’interno e con il desiderio di epurare chi la pensa diversamente. Da qui la tentazione di tenere il voto segreto o di mentire su di esso». E guardando proprie alle cariche future, «la Camera penale di Roma con il deliberato di giovedì sembra mettersi in prima fila per la ripartenza, ma non creda che questo slancio in avanti possa servire per promuovere un loro candidato alla presidenza dell’Unione dopo Petrelli», chiude un avvocato.