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Palazzo Bachelet

Aimi porta al Csm il caso della bozza prima dell’udienza

Il consigliere laico annuncia la richiesta di apertura di una pratica sul caso del Tribunale di Sorveglianza di Brescia

04 Aprile 2026, 14:06

Aimi porta al Csm il caso della bozza prima dell’udienza

ENRICO AIMI CSM

Il caso della bozza di sentenza che sarebbe stata inserita nel fascicolo prima ancora della celebrazione dell’udienza approda al Consiglio superiore della magistratura. A renderlo noto è l’onorevole avvocato Enrico Aimi, componente laico del Csm, che annuncia la richiesta di apertura di una pratica in relazione a quanto emerso sulla stampa sulla vicenda verificatasi presso il Tribunale di Sorveglianza di Brescia.

La questione, per come viene ricostruita, riguarda la presenza nel fascicolo di una bozza di provvedimento contenente sia il dispositivo sia la motivazione, redatta in una data anteriore rispetto allo svolgimento dell’udienza. Un elemento che, se confermato, aprirebbe interrogativi pesanti sul rispetto delle garanzie processuali e sulla stessa regolarità del procedimento.

La richiesta di Enrico Aimi al Comitato di Presidenza del Csm

L’iniziativa annunciata da Aimi sarà formalmente sottoposta al Comitato di Presidenza del Csm. L’obiettivo, spiega il consigliere laico, è accertare innanzitutto la veridicità dei fatti riportati e valutare se quanto emerso possa integrare una violazione di principi costituzionali fondamentali.

Il riferimento è ai cardini del processo, a partire dal diritto di difesa, dal giusto processo e dalla garanzia del contraddittorio tra le parti. È proprio su questo terreno che la vicenda assume un rilievo che va oltre il singolo episodio, perché investe il rapporto tra formazione della decisione giudiziaria e piena partecipazione delle parti al procedimento.

Il caso del Tribunale di Sorveglianza di Brescia

Secondo quanto riportato nel comunicato, presso il Tribunale di Sorveglianza di Brescia risulterebbe inserita nel fascicolo una bozza di provvedimento già completa di dispositivo e motivazione, redatta prima della celebrazione dell’udienza. Il punto che viene posto non riguarda quindi soltanto un’anomalia formale, ma il rischio che una decisione potesse apparire già strutturata prima del confronto processuale.

L’istruttoria sulle eventuali violazioni delle garanzie

Aimi chiarisce che l’istruttoria servirà a verificare la correttezza dell’operato dell’ufficio giudiziario coinvolto e, se ne ricorreranno i presupposti, a sottoporre la questione alle Commissioni consiliari competenti per le valutazioni di rispettiva competenza.

Diritto di difesa e imparzialità del giudice

Nel comunicato, il consigliere laico del Csm lega apertamente il caso ai principi costituzionali che regolano il processo. «È indispensabile – dichiara il Consigliere Aimi – che ogni procedimento si svolga nel pieno rispetto delle garanzie difensive e dell’imparzialità del giudice, pilastri imprescindibili dello Stato di diritto. Eventuali anomalie dovranno essere approfondite con il massimo rigore e nella piena trasparenza».