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Caos politico

Caso Bartolozzi, la Camera valuta il conflitto con la Procura di Roma

L’Ufficio di presidenza di Montecitorio approva a maggioranza la proposta di ricorrere alla Consulta. Opposizioni durissime sul caso Almasri

02 Aprile 2026, 09:15

Giusi Bartolozzi

Giusi Bartolozzi

Il caso Bartolozzi si sposta ora su un terreno ancora più delicato, quello del conflitto tra poteri dello Stato. L’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha infatti deciso di proporre all’Aula della Camera di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti della Procura di Roma, nell’ambito della vicenda Almasri che coinvolge Giusy Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

La decisione è maturata in serata ed è passata sul filo, con una maggioranza di 11 voti a 10. Un esito che apre un nuovo fronte istituzionale e politico, immediatamente investito dalle accuse delle opposizioni, che parlano apertamente di uno scudo costruito per sottrarre Bartolozzi al processo.

La scelta dell’Ufficio di presidenza della Camera

Il passaggio deciso a Montecitorio consiste nella proposta all’Aula di promuovere un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta contro la Procura di Roma. Si tratta di una mossa che, sul piano istituzionale, chiama in causa il rapporto tra autorità giudiziaria e prerogative parlamentari, ma che sul piano politico si inserisce dentro un quadro già tesissimo dopo le dimissioni di Bartolozzi e le polemiche sul caso Almasri.

La votazione nell’Ufficio di presidenza si è chiusa con uno scarto minimo, segno di una spaccatura netta tra maggioranza e opposizione. Il dato politico più evidente è proprio questo: la decisione è passata con i soli voti della maggioranza, mentre le opposizioni hanno reagito in modo durissimo, leggendo l’iniziativa come una copertura politica.

L’attacco del Pd: «Uno scudo processuale»

La presidente dei deputati del Partito Democratico, Chiara Braga, ha accusato frontalmente la maggioranza di aver predisposto uno «scudo processuale» in favore dell’ex capo di gabinetto del Guardasigilli. «Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, che dopo il referendum aveva assicurato “non coprirò più nessuno”, sono oggi smentite dai fatti. Con il voto della sua maggioranza in Ufficio di presidenza, Meloni si assume indirettamente una responsabilità grave: quella di nascondere agli italiani le ragioni per cui il governo ha liberato Almasri, uno spietato assassino, torturatore e trafficante di esseri umani».

Braga insiste poi sul carattere politico della decisione presa a Montecitorio. «Quella dell’ufficio di presidenza è una decisione grave e ingiustificabile, una exit strategy preconfezionata per evitare imbarazzi al governo e al tempo stesso allontanare Bartolozzi dal processo». La deputata dem affonda ulteriormente il colpo, sostenendo che «questa è l'ennesima copertura politica per tutelare i propri compagni di viaggio, mentre si continua a negare al Paese la verità sul caso Almasri».