Mercoledì 25 Marzo 2026

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La nomina

Il Csm incorona Cantone alla guida della procura di Salerno: blindata la "cultura della giurisdizione"

Il Plenum di Palazzo Bachelet delibera la nomina con 21 voti favorevoli e 4 astensioni: le laiche di centrodestra e il togato indipendente Mirenda non partecipano al coro unanime per il magistrato che incarna il superamento dei blocchi ai cambi di funzione

25 Marzo 2026, 18:40

Il Csm incorona Cantone alla guida della procura di Salerno: blindata la "cultura della giurisdizione"

La nomina di Raffaele Cantone alla guida della Procura di Salerno non rappresenta soltanto un avvicendamento al vertice, ma suona come una vera e propria rivendicazione della cultura della giurisdizione da parte della magistratura. Il plenum di Palazzo Bachelet ha deliberato oggi l’incarico con ventuno voti favorevoli e quattro astensioni, approvando una proposta che la Quinta Commissione aveva licenziato all'unanimità. Cantone si appresta così a lasciare la procura di Perugia, guidata dall'estate del 2020, per coprire il vuoto lasciato lo scorso luglio da Giuseppe Borrelli, nel frattempo volato a Reggio Calabria.

L’incoronazione del magistrato campano celebra nei fatti l’unitarietà delle carriere e quei cambi di funzione che la riforma Cartabia ha limitato drasticamente. Il profilo di Cantone incarna esattamente ciò che le riforme del governo Meloni miravano a cancellare, ponendosi come un modello straordinariamente poliedrico che ha attraversato ogni settore della giurisdizione, dal merito alla legittimità, dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti presso il Massimario della Cassazione, senza dimenticare i prestigiosi incarichi fuori ruolo. La scelta del Csm appare dunque come una risposta consapevole alle strettoie del presente, individuando in lui il candidato più idoneo per merito e attitudini.

Nel confronto con gli altri pretendenti, tra cui Sergio Amato, Giovanni Conzo e Giuseppe Lombardo, il profilo di Cantone è risultato prevalente grazie a indicatori che hanno blindato la sua posizione. Pesa enormemente l’esperienza gestionale maturata a Perugia, un ufficio diventato "pilota" nella sperimentazione informatica e nell'adozione di "best practices" legate alle nuove riforme su intercettazioni e presunzione di innocenza. A questo si aggiunge la straordinaria dote organizzativa affinata durante la presidenza dell’Anac, dove Cantone ha diretto una struttura complessa con centinaia di dipendenti, dimostrando capacità che vanno ben oltre il solo merito investigativo.

A completare il quadro è la profonda conoscenza del territorio salernitano e campano, radicata negli anni in cui il magistrato coordinava le indagini contro il clan dei Casalesi culminate nelle storiche sentenze del processo Spartacus. Nonostante l’ampio consenso, il voto del plenum ha però registrato la distanza delle consigliere laiche di centrodestra Daniela Bianchini, Isabella Bertolini e Claudia Eccher, oltre a quella del togato indipendente Andrea Mirenda.