Lunedì 23 Marzo 2026

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Affluenza da prima Repubblica e chi perde "paga"

Con una presenza alle urne che dovrebbe sfiorare il 60%, il voto sul referendum diventa decisivo per Meloni. Ma anche per Schlein e Conte.

23 Marzo 2026, 07:51

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Affluenza da prima Repubblica e chi perde "paga"

Urne piene, sondaggisti nel panico e politici (e magistrati) con gli occhi sbarrati. Nel vero e proprio delirio dovuto a un’affluenza da “prima Repubblica” - il dato finale di ieri sfiora il 46% - il referendum sulla giustizia diventa un plebiscito che a questo punto travolgerà governo oppure opposizione, a seconda che vinca il No oppure il Sì.  Chi immaginava i cittadini spaventati da un quesito “troppo tecnico”, dovrà rivedere la propria posizione e c’è da giurare che politologi e sondaggisti saluteranno con malcelata sorpresa la nuova “irruzione” dei cittadini nella politica. 

Ma oggi si parlerà d’altro. Alle 15, forse, sapremo chi avrà vinto una partita che a questo punto avrà un effetto politico decisivo sulle sorti di maggioranza e opposizione. A leggere gli "aruspici" dei sondaggi c’è chi fa notare una preponderanza di affluenza nelle regioni a trazione piddina - Emilia, Toscana - ma anche a maggioranza di centrodestra, come la Lombardia. L’unico che prova a sbilanciarsi è Lorenzo Pregliasco di youtrend che replica a chi parla di testa a testa tra Sì e No: «Ma no, non è detto, potrebbe essere un’illusione ottica – mette in chiaro Pregliasco – Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno. La partita è aperta, in ogni esito. Perché è vero che, osservando i territori più ‘rossi’ o più ‘neri’, si nota che vanno molto bene sia i comuni filo-Pd, sia i comuni filo-FdI, mentre il sud in cui riponevano speranze sia M5s sia FI arrancano. Ma è anche vero che la distribuzione geografica dell’affluenza non è così chiara, perché hai tanti a votare nei grandi comuni (è voto d’opinione?) ma anche in aree a trazione leghista o meloniana».

Insomma, non resta che attendere…