È scontro a distanza tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il dem Goffredo Bettini. La mattinata si è aperta con un lancio di agenzia contenente una dichiarazione del Guardasigilli durante una intervista all’Adnkronos: «Coloro che dicono “la riforma è giusta, ma io voto No per principio” non solo sono tanti, ma ce n’è uno in particolare che io non ho il piacere di conoscere, ma che si è esposto molto ed è Bettini, uno dei fondatori del Partito democratico e, secondo me, il nostro migliore sponsor».
Sempre all’Adnkronos è stato lo stesso Bettini a replicare al responsabile di via Arenula: «Il ministro Nordio mi chiama in causa in modo confuso e provocatorio, in linea con il comportamento generale del suo governo circa il referendum sulla giustizia. E malamente irrispettoso e banalmente strumentale, a fronte di un mio comportamento sul tema ragionevole, misurato e democratico. Non ho mai pronunciato le frasi che Nordio mi attribuisce».
In realtà sull’Unità del 26 gennaio 2026 è apparso un articolo proprio a firma di Bettini dal titolo eloquente: «Referendum sulla giustizia: sono per la separazione delle carriere ma voto No (a Meloni)». In quell’articolo scriveva: «Mi sono espresso più volte per la separazione delle carriere» tuttavia «Il voto sul referendum è diventato un sì o un no alla premier Giorgia Meloni e gran parte degli argomenti di chi si pronuncia per il sì è fondata su di una polemica astiosa, non veritiera, aggressiva e destabilizzante» quindi, concludeva, «non posso sostenere una contrapposizione così pesante alla sinistra, alle forze democratiche e al Pd, partito che ho contributo a fondare e dentro il quale milito con convinzione. E il mio voto a ciò sarà conseguente».
Ciononostante Bettini ha proseguito nella sua replica a Nordio: «Quando si è discusso alle Camere penali il tema della separazione delle carriere, ho dichiarato un’adesione al principio. Mi sembrava un segnale per garantire un processo penale più equo. Ma questo segnale è svanito via di fronte al complesso della riforma presentato e al contesto culturale, ideale e politico che la circonda e la soffoca». Nel merito, ha aggiunto Bettini, «la separazione delle carriere, nel testo presentato dal governo, si accompagna ad una serie di organismi e meccanismi non condivisibili. Sempre nel merito, essa non affronta nulla dei problemi che a me stanno più a cuore: le carcerazioni facili, la lunghezza dei processi, la condizione medioevale delle carceri. In verità è un tassello di una politica generale del governo a cui appartiene Nordio, autoritaria, repressiva e sprezzante dei più deboli».
Peccato che la riforma in quei mesi fosse in dirittura d’arrivo per la quarta ed ultima approvazione in Senato: il testo era noto da mesi e si era certi che non sarebbe stato modificato perché blindato dal governo. Ma vediamo cosa disse Bettini, ospite dei penalisti guidati da Francesco Petrelli che lo applaudirono calorosamente: «Se la separazione delle carriere è un segnale verso la terzietà del giudizio per me ben venga. Se c’è l’imputato e due giudici è meglio che i giudici non si sommino ma, al contrario, si distinguano. Non due contro uno. Ma uno e uno. E se c’è un modo per evitare che qualche tipo di sentenza sia al riparo, di reciproche convenienze, di scambio di favori, di un clima politicamente intossicato ben venga il superamento delle correnti di potere nella magistratura, affidandosi a altre vie per la costituzione del Csm. Ed evitando che i pm rispondessero al potere politico che in quel momento comandava». Un concetto poi ribadito sul Dubbio.
Insomma, più chiaro di così. È proprio per questo che Nordio ieri pomeriggio ha rilasciato una tagliente controreplica all’esponente dem: «Capisco che il povero Bettini sia stato costretto all’autocritica, nella migliore tradizione dei processi stalinisti, da Koniev a Kamenev a Bucharin. Ma non siamo più nell’Urss, dove i libri erano stampati a fogli mobili, che si sostituivano per modificare il passato. Le sue parole sulla riforma rimangono e la sua retromarcia mi suscita una tenera pietà». Alla fine della campagna si dovrà stilare la classifica delle migliori giravolte dal Sì al No, dal No al Sì. Sarà divertente.