Processo a Roma
Processo Kauffman per il duplice omicidio di villa Pamphili
Il processo per il duplice delitto di Villa Pamphili entra in una fase decisiva con la decisione della prima Corte d’Assise di Roma di disporre una perizia psichiatrica su Francis Kaufmann, conosciuto anche con l’alias Rexal Ford. L’uomo è imputato per l’omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, che aveva appena undici mesi. Il delitto risale al giugno 2025 ed è maturato all’interno del parco romano.
La valutazione sarà affidata a uno psichiatra forense incaricato dalla Corte. Il consulente dovrà depositare la relazione medica entro il 15 aprile, mentre il documento sarà discusso il 21 aprile nel contraddittorio tra accusa e difesa. Nel frattempo il processo andrà avanti secondo il calendario già fissato.
La scelta dei giudici segna uno dei passaggi più delicati del procedimento. La perizia dovrà chiarire il quadro psichico dell’imputato, elemento che potrebbe pesare in modo rilevante nel prosieguo del dibattimento. Per questo incarico la Corte ha nominato il professor Giovanni De Girolamo e la professoressa Sara Pezzuola.
L’udienza di oggi, però, non si è limitata alla decisione sull’accertamento psichiatrico. Davanti alla Corte sono emersi anche nuovi dettagli sulle prime ore dell’inchiesta e sulle segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine prima dell’identificazione dell’uomo.

Tra gli elementi analizzati in aula c’è anche una chiamata al 112 effettuata da un ragazzo minorenne intorno all’1.35 della notte precedente al ritrovamento dei corpi. Il giovane aveva riferito di avere visto Kaufmann con in braccio la bambina di undici mesi in una situazione che gli era apparsa «non normale».
Si tratta di una delle diverse segnalazioni arrivate agli investigatori prima che l’uomo venisse individuato. La circostanza è stata ricostruita in aula da Pamela Franconeri, funzionaria del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, ascoltata come testimone davanti alla Corte.
«Venimmo attivati dalla Squadra mobile subito dopo il ritrovamento del corpo della bambina. Mentre ero al telefono con un funzionario della Mobile ci comunicarono che, proprio in quel momento, era stato individuato a circa quattrocento metri di distanza anche il cadavere di una donna», ha raccontato la funzionaria.
La testimone ha spiegato che le condizioni dei due corpi erano profondamente diverse. «Il corpo della bambina era ben conservato e si trovava tra i cespugli, mentre quello della donna adulta era già in avanzato stato di decomposizione», ha riferito.
Secondo l’investigatrice, proprio la distanza tra i due cadaveri rappresentava uno degli aspetti più anomali del quadro trovato dagli inquirenti. «Nel cosiddetto teatro del crimine la collocazione dei corpi era oltremodo sospetta. L’impressione era che chi aveva commesso gli omicidi avesse cercato di depistare le indagini, rendendo più difficile e meno immediata l’identificazione delle vittime», ha aggiunto.

Franconeri ha poi spiegato che, durante il sopralluogo, una donna contattò il numero unico di emergenza riferendo che il figlio aveva già telefonato la sera precedente. Il ragazzo aveva raccontato di avere notato un uomo, apparentemente un turista, con tra le braccia una bambina in lacrime. In aula è stata mostrata anche la trascrizione di quella telefonata.
Kaufmann non era presente all’udienza. Nel corso della giornata è stata inoltre proiettata una ricostruzione video realizzata dallo Sco, che raccoglie immagini di telecamere di sorveglianza e dati delle celle telefoniche.
La sequenza ripercorre gli spostamenti dell’imputato dal 3 giugno, giorno di una rissa avvenuta in uno Starbucks di piazza San Silvestro, fino all’11 giugno, quando Kaufmann viene ripreso all’aeroporto di Skiathos. Un materiale che serve a ricostruire i movimenti dell’uomo nei giorni chiave della vicenda e a dare continuità investigativa alla presenza dei testimoni ascoltati in aula.