Giovedì 05 Marzo 2026

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Garlasco

Sempio: «Non vedo l’ora di dimostrare la mia innocenza» e riunisce il pool a Roma

L’indagato incontra avvocati e consulenti: focus su celle telefoniche, dinamica, ferite e arma. I legali: «Andrea non era sulla scena del crimine»

05 Marzo 2026, 09:17

Sempio: «Non vedo l’ora di dimostrare la mia innocenza» e riunisce il pool a Roma

Andrea Sempio

Andrea Sempio torna a parlare pubblicamente mentre l’inchiesta sul delitto di Garlasco lo vede indagato. A Roma, dove ha partecipato a una riunione con i suoi avvocati e i consulenti tecnici, il 37enne ha ribadito di voler arrivare al più presto a chiarire la sua posizione: «Non vede l’ora di dimostrare la propria innocenza, se ci sarà un’udienza preliminare. Non sappiamo ancora come andrà. Attendiamo».

Parole pronunciate ai cronisti insieme a un’altra ammissione, questa volta sul peso del clamore: «È molto pesante essere al centro dell’attenzione mediatica», ha ripetuto Sempio. Quanto allo scontrino, tema tornato di nuovo al centro del dibattito, l’indagato ha confermato «tutto quello che ho detto nei giorni passati». E quando i giornalisti hanno insistito su un dettaglio – il titolo di un libro – a rispondere è stata la sua legale Angela Taccia, tagliando corto: «Se il problema di tutta questa storia è il titolo del libro mi cadono le braccia, non ci sono parole».

La riunione a Roma: celle telefoniche, dinamica e ferite

Dal team difensivo arriva una fotografia precisa del lavoro in corso. A spiegare i punti dell’incontro è l’avvocato Liborio Cataliotti: «Oggi il nostro consulente Armando Palmegiani deve relazionarci e farci vedere immagini e filmati relativi alla dinamica dell’omicidio, cioè una rivisitazione della Bpa nella nostra prospettiva».

Nel mirino ci sono anche i dati di localizzazione: «Si parlerà delle celle telefoniche che agganciò Andrea Sempio la mattina dell’efferato crimine non da lui commesso», ha aggiunto Cataliotti, chiarendo che l’analisi tecnica si estende pure al tema dell’arma e delle lesioni: «Si parlerà inoltre delle ferite e quindi dell’arma, o le armi anche se noi pensiamo sia una sola, potenzialmente utilizzate, anche nella prospettiva della ricostruzione della dinamica».

Palmegiani: «Facciamo il punto su tutto»

Il consulente Armando Palmegiani ha inquadrato l’incontro come una tappa ordinaria di un lavoro costante: «A questo punto le consulenze tecniche della procura sono quasi giunte a termine a meno che non ne verranno fuori altre. Oggi faremo una delle varie riunioni che facciamo periodicamente, facciamo il punto su tutto».

E sullo stato dell’analisi, al momento, la linea è prudente ma netta: «Una riunione che facciamo almeno ogni due settimane. Attualmente non ci vengono in mente variabili che possano portare a una rivalutazione particolare di quello che abbiamo. Vedremo cosa uscirà fuori».

La genetista Baldi: «Andrea non era sulla scena del crimine»

Nella stessa direzione vanno le parole della genetista Marina Baldi, consulente del pool difensivo, che mette al centro un concetto chiave: «Andrea non era su quella scena del crimine». Da qui la richiesta di una ricostruzione più rigorosa: «Tutta la ricostruzione di tutta l’azione omicidiaria deve essere più precisa».

Baldi richiama anche l’attesa per i contributi medico-legali e per gli approfondimenti sul numero di persone e sulla dinamica delle lesioni: «Io credo che la dottoressa Cattaneo riuscirà a essere abbastanza precisa sul numero di persone e sulla lesività. Dobbiamo lavorare sui documenti. Quando ci saranno questi dati si prenderà anche un medico legale».