Scontro sul referendum
Il caso dei manifesti sul “No” affissi dentro sedi giudiziarie arriva al Quirinale. Il Partito radicale ha inviato una lettera ufficiale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo un intervento urgente «quale Garante della Costituzione» dopo l’esposizione di materiale di propaganda per il “No” al prossimo referendum sulla riforma costituzionale della giustizia all’interno del Tribunale di Reggio Calabria e, secondo quanto segnalato, anche in altre sedi giudiziarie italiane.
Nella lettera, gli esponenti radicali sostengono che «i manifesti affissi dal Comitato per il No - riconducibile all’Associazione nazionale magistrati - violano apertamente i principi di imparzialità e neutralità della magistratura sanciti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione». E fissano un punto politico-istituzionale: «Il cittadino che accede a un Tribunale deve incontrare un giudice terzo, non un’arena politica».
Il Partito radicale richiama anche la giurisprudenza della Corte costituzionale, sottolineando che «i magistrati hanno il dovere non solo di essere, ma anche di apparire indipendenti». Per i firmatari, l’utilizzo di spazi istituzionali per veicolare messaggi unilaterali rappresenterebbe «un abuso» con un doppio effetto: da un lato «altera la parità di condizioni della consultazione referendaria», dall’altro «mina la fiducia dei consociati nello Stato di diritto».
La missiva si chiude con un appello diretto al Capo dello Stato «affinché venga ripristinata la legalità e la natura neutra dei luoghi di giustizia, a tutela dell’integrità delle istituzioni repubblicane».